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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Cep / Piazza Benvenuto Cellini

Sbagliò bersaglio e uccise il nipote: "Fu un omicidio preterintenzionale", pena dimezzata

Il delitto avvenne in piazza Benvenuto Cellini, al Cep, la notte di Santo Stefano del 2019. Giuseppe Lombardino, che avrebbe voluto sbarazzarsi di un'altra persona, sparò invece al parente, Francesco Paolo di 47 anni. Una perizia balistica ha dimostrato che i colpi non sarebbero stati sparati ad altezza d'uomo

La vittima predestinata dell'agguato avvenuto la notte di Santo Stefano del 2019 in piazza Benvenuto Cellini, al Cep, avrebbe dovuto essere un altro uomo, ma Giuseppe Lombardino sbagliò e "per errore" sparò invece al nipote, Francesco Paolo, un carpentiere di 47 anni, e lo uccise. Dopo una condanna in primo grado a 15 anni di carcere per omicidio volontario, adesso in appello la pena è stata quasi dimezzata per l'imputato: i giudici hanno infatti stabilito che si sarebbe trattato di un omicidio preterintenzionale. La Corte d'Assise d'Appello, accogliendo il ricorso degli avvocato Maria Teresa Nascè e Riccardo Ruta, che difendono Lombardino, ha deciso di ridurre la condanna - inflitta con il rito abbreviato - a 8 anni e 8 mesi.

In base alla ricostruzione dell'accusa, l'obiettivo dell'imputato avrebbe dovuto essere Carmelo Torregrossa, pregiudicato per reati legati agli stupefacenti, con il quale Lombardino avrebbe avuto degli scontri derivanti proprio dal consumo di droga. Torregrossa, nella notte tra il 26 ed il 27 dicembre del 2019 venne prima accoltellato e poi preso a pistolettate, ma sarebbe riuscito a schivare i proiettili, che invece avevano raggiunto Francesco Paolo Lombardino.

Durante il processo d'appello è stata disposta una perizia balistica che ha confermato che i colpi non sarebbero stati sparati dall'imputato ad altezza d'uomo, tanto che uno di essi era finito contro un marciapiede. Da qui la decisione dei giudici di riqualificare l'omicidio in preterintenzionale.

Non fu facile, al momento dei fatti, ricostruire l'accaduto, soprattutto per via dell'omertà: il corpo del carpentiere sarebbe stato peraltro spostato dal punto in cui era stato ferito e il 118 sarebbe stato chiamato in ritardo, tanto che quando la vittima arrivò all'ospedale Cervello aveva perso ormai troppo sangue e un colpo all'inguine gli era stato fatale.

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