Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Cep, uccise il nipote a colpi di pistola "per errore": condannato a 15 anni di carcere

La sentenza per Giuseppe Lombardino è stata emessa con il rito abbreviato, la Procura aveva chiesto cinque anni in più. L'omicidio avvenne in piazza Benvenuto Cellini la notte di Santo Stefano del 2019. La vittima avrebbe dovuto essere un altro uomo che sarebbe riuscito a schivare i proiettili diventati invece fatali per Francesco Paolo Lombardino

Piazza Benvenuto Cellini subito dopo l'omicidio e l'imputato, Giuseppe Lombardino

La vittima dell'agguato avrebbe dovuto essere un'altra persona, ma la notte di Santo Stefano del 2019, Giuseppe Lombardino sparò invece "per errore" a suo nipote Francesco Paolo, un carpentiere di 47 anni, e lo uccise. Stamattina il gup Simone Alecci ha condannato l'imputato, che ha processato con il rito abbreviato, a quindici anni di reclusione. Cioè cinque anni in meno rispetto a quelli richiesti dall'accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dai sostituti Alfredo Gagliardi e Felice De Benedittis.

Lombardino, difeso dagli avvocati Maria Teresa Nascè e Riccardo Ruta, era stato rintracciato dalla squadra mobile poco dopo l'omicidio, avvenuto in piazza Benvenuto Cellini, al Cep, a casa di un suo amico e con un borsone già pronto per darsi definitivamente alla fuga, secondo la Procura. 

Per i pubblici ministeri l'obiettivo del delitto avrebbe dovuto essere Carmelo Testagrossa, col quale l'imputato avrebbe avuto degli scontri legati al consumo di droga. Proprio Testagrossa, pregiudicato per reati connessi agli stupefacenti, sarebbe stato prima accoltellato e poi preso a pistolettate nella notte tra il 26 e il 27 dicembre di due anni fa. I proiettili che la vittima predestinata sarebbe riuscita a schivare avevano invece raggiunto il nipote di Lombardino.

Per i poliziotti non era stato facile ricostruire i fatti, soprattutto per via dell'omertà. Il corpo del carpentiere poi sarebbe stato spostato dal punto in cui era stato realmente ferito e il 118 sarebbe stato chiamato in ritardo, tanto che quando Lombardino arrivò all'ospedale Cervello aveva perso ormai troppo sangue e un colpo all'inguine gli era stato fatale. 

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