Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

"Peppino è vivo": a Palazzo delle Aquile un lenzuolo per Impastato

Così il Comune ricorda il militante ucciso dalla mafia 43 anni anni fa. Il sindaco Orlando: "Un modo per fare comunità anche senza il tradizionale corteo". Sono decine i primi cittadini che hanno risposto all'appello lanciato da Cinisi facendo propria la frase "La mafia è una montagna di merda"

striscione

"Peppino è vivo": la scritta colora di rosso un lenzuolo bianco affisso a Palazzo delle Aquile. Così il Comune ricorda Impastato a 43 anni di distanza dal giorno del suo omicidio. "Un modo - spiega il sindaco Orlando - per fare comunità e continuare un impegno collettivo anche senza il tradizionale corteo. Un modo per ribadire che le mafie, ancor di più in tempo di pandemia, si contrastano con la società civile, in tutti i quartieri della città". I lenzuoli comparsi in città per ricordare il giornalista e speaker di Radio Aut assassinato dalla mafia, a Cinisi, il 9 maggio del 1978 sono molti di più, dallo Zen, al Cep a Ballarò.

"La vicenda umana, culturale e politica di Peppino Impastato rappresenta ancora oggi - continua il primo cittadino - un modello ed è per fortuna un modello per tantissimi siciliani, giovani e non. Peppino ha rappresentato e con la sua vita ha testimoniato l'importanza della cultura come 'arma' nonviolenta contro la mafia e contro ogni collusione fra potere politico, affari e poteri criminali". Sono decine e decine i sindaci che hanno risposto all'appello partito dal primo cittadino di Cinisi Giangiacomo Palazzolo. Da Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, a Dario Nardella, sindaco di Firenze in tantissimi hanno voluto omaggiare Impastato fotografandosi con in mano un cartello bianco che riporta sopra una delle sue frasi più celebri: "La mafia è una montagna di merda".

Anche l'ex premier Conte ha dedicato un pensiero a Impastato sui social: "La vita di Peppino Impastato - scrive su Facebook - è una storia di coraggio e di ribellione: una sfida aperta, lucida e provocatoria, contro la mentalità mafiosa, che, attraverso i ricatti, priva della  dignità, fiacca la mente, uccide i sogni e le speranze prima di sopprimere le vite. La nostra comunità nazionale esibisce, a volte, debolezze. Inciampa per alcune fragilità che stentiamo a superare. Ma la nostra forza è che la stragrande maggioranza degli italiani si riconosce in questi esempi di vita, apprezza questi progetti, queste anime che continuano a nutrire il nostro senso civico, il nostro impegno politico e sociale. Ci predispongono a una nuova primavera d'Italia".

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