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Lunedì, 16 Maggio 2022
La decisione

L'organizzatrice è indagata, salta l'evento del 15 al Politeama per il trentennale delle stragi

La manifestazione, voluta dall'Inner Wheel Palermo Normanna e dal Pool antiviolenza e per la legalità, entrambi presieduti da Angela Fundarò, è stata annullata "per motivi di opportunità". Avrebbero dovuto partecipare magistrati, giornalisti e vertici delle forze dell'ordine

Avrebbe dovuto essere uno dei primi eventi per commemorare il trentennale delle stragi di Capaci e via D'Amelio, ma "per motivi di opportunità" si è deciso di annullare la manifestazione organizzata per il 15 maggio al Politeama dall'Inner Wheel Palermo Normanna e dal Pool antiviolenza e per la legalità, entrambi presieduti da Angela Fundarò, indagata nella stessa inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l'ex consigliere comunale Giulio Cusumano.

Fino a ieri, come aveva riportato PalermoToday, l'evento - durante il quale erano previsti gli interventi di magistrati, giornalisti e vertici delle forze dell'ordine - era in programma, a dispetto di qualche perplessità per le notizie relative all'indagine. Alla fine però c'è stato un cambio di rotta, probabilmente per non creare imbarazzi.

Al Politeama, infatti, avrebbero dovuto intervenire i magistrati Giuseppe Ayala, Ignazio De Francisci, Giuseppe Di Lello, l'ex presidente del Senato Piero Grasso, Leonardo Guarnotta, Alfredo Morvillo e Gioacchino Natoli, ma anche Maria Falcone, nonché Francesco Messina, direttore centrale anticriminine della polizia, e il questore Leopoldo Laricchia. Importanti anche i nomi dei giornalisti invitati, da Felice Cavallaro, a Francesco La Licata, Andrea Purgatori, Sigfrido Ranucci, Salvatore Cusimano, Sandra Amurri e Francesco Vitale.

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Secondo la Procura, Fundarò - che è conosciuta anche come "Mattarella", in quanto continua ad utilizzare, nonostante il divorzio che risale al 2013, il cognome dell'ex marito, l'ex deputato Bernardo Mattarella, figlio di Piersanti, il presidente della Regione assassinato da Cosa nostra - avrebbe agevolato i progetti di Cusumano e gli avrebbe consentito di ottenere oltre 20 mila euro non dovuti nell'ambito dei fondi destinati a "Palermo Capitale della Cultura". A vagliare eventi e a decidere i finanziamenti era la Fondazione Sant'Elia, di cui Fundarò è vicepresidente.

L'accusa contestata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, che coordina l'indagine della squadra mobile, è quella di corruzione, ma non ha superato il vaglio del gip Clelia Maltese. Il giudice scrive infatti nell'ordinanza che "il comportamento certamente riprovevole, deprecabile e illecito di Fundarò, la quale nonostante e in forza del suo ruolo di vicepresidente della Fondazione Sant'Elia, si affaticava a cercare accordi con terzi al fine di lucrare poche migliaia di euro e di potersi mettere in mostra nelle manifestazioni, offrendo in cambio informazioni e notizie apprese grazie al suo ruolo non assurge però ad una condotta" corruttiva, "non avendo ad oggetto l'esercizio di poteri o il compimento di atti legati a detta funzione". Fundarò venne infatti prima nominata nella commissione che avrebbe dovuto vagliare i progetti e finanziarli e poi la decisione fu annullata in autotutela.

Contattata ieri da PalermoToday, Fundarò ha preferito non commentare la vicenda, ritenendo di doverlo fare eventualmente nelle sedi opportune. Neppure il suo avvocato, Raffaele Bonsignore, ha voluto rilasciare dichiarazioni.

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