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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Il retroscena dell'inchiesta

Il "binomio" Cusumano-Fundarò, le mani sugli eventi e quella promessa: "Ti darò la delega al turismo"

Le intercettazioni tra l'ex consigliere arrestato e l'indagata, ex moglie del deputato Bernardo Mattarella: da un presunto incarico politico alle dritte per farsi finanziare progetti dal Comune. Lui diceva: "Posso tenere sotto scacco il sindaco". Il caso dell'evento per il trentennale delle stragi organizzato dalla donna il 15 maggio al Politeama

L'ex consigliere comunale Giulio Cusumano, che avrebbe sperato di creare un "binomio uomo donna" con Angela Fundarò, vicepresidente della Fondazione Sant'Elia, perché "chiunque sarà il sindaco  - diceva con lungimiranza nel 2018 riferendosi alle elezioni di quest'anno - dovrà discutere con noi", avrebbe promesso alla donna anche un incarico politico, una "delega al turismo". Dalle intercettazioni, inoltre, emerge come Cusumano le avrebbe dato delle dritte per farsi finanziare progetti dal Comune (cosa che non sarebbe mai andata in porto) e anche come avrebbe considerato la sua attività un modo per coltivare "il suo elettorato", facendo pressioni anche sul vicesindaco Fabio Giambrone.

Le intercettazioni: "Chiunque sarà sindaco dovrà discutere con noi"

Cusumano è finito ai domiciliari, mentre Fundarò è indagata a piede libero: il gip Clelia Maltese, pur ritenendo la sua condotta "riprovevole, deprecabile ed illecita", non ha ritenuto sussistente l'accusa di corruzione che le muove il procuratore aggiunto Sergio Demontis, che coordina l'indagine della squadra mobile. La donna è molto conosciuta e anche molto impegnata nel sociale: è tra l'altro presidente dell'Inner Wheel Palermo Normanna e del Pool antiviolenza e per la legalità, e dal 2017 organizza il "Premio Coraggio" dedicato ad Emanuela Loi, la poliziotta uccisa nella strage di via D'Amelio. Ha ricevuto anche la Tessera preziosa del Mosaico dal sindaco, Leoluca Orlando.

Tantissimi gli eventi organizzati da Fundarò nel tempo e basta scorrere i suoi profili social per trovare sue fotografie con magistrati, artisti, scrittori e persino col Papa. Il 15 maggio, al Politeama, con Inner Wheel, ha organizzato, come negli anni scorsi, un evento per il trentennale delle stragi di Capaci e via D'Amelio a cui prenderanno parte tanti giornalisti e magistrati. E la notizia dell'inchiesta in cui la donna è coinvolta sta creando un po' di perplessità. Lei, contattata da PalermoToday, ha preferito non commentare la vicenda ritenendo doveroso farlo eventualmente nelle sedi opportune. Stessa scelta da parte del suo avvocato, Raffaele Bonsignore. 

L'evento comunque si farà e sono previsti interventi dei magistrati Giuseppe Ayala, Ignazio De Francisci, Giuseppe Di Lello, dell'ex presidente del Senato Piero Grasso, Leonardo Guarnotta, Alfredo Morvillo, Gioacchino Natoli, di Maria Falcone, nonché di Francesco Messina, direttore centrale anticriminine della polizia, e del questore Leopoldo Laricchia. Importanti anche i nomi dei giornalisti invitati, da Felice Cavallaro, a Francesco La Licata, Andrea Purgatori, Sigfrido Ranucci, Salvatore Cusimano e Francesco Vitale. 

"Tu mi dicevi una delega per il turismo..."

"Sentimi la cosa di turismo, niente? Affondò è vero? Non avete più parlato con..." e "tu mi dicevi una delega per il turismo...", così chiedeva a Cusumano Fundarò in un'intercettazione del 2019. E Cusumano replicava: "Quella è una cosa politica, che discorsi sono... Quello è un incarico politico... Non ha detto no, ha detto dobbiamo lavorare, ora giovedì ho l'incontro e uscirò col tuo nome" e Fundarò: "E a me questo interessa". La donna è conosciuta come "Fundarò Mattarella" e continua ad utilizzare (anche sui social) il cognome dell'ex marito, l'ex deputato Bernardo Mattarella, figlio del presidente della Regione assassinato da Cosa nostra, Piersanti, dal quale è tuttavia separata dal 2008 e divorziata dal 2013.

"Prendi appuntamento con il sindaco"

Cusumano in quella conversazione suggeriva a Fundarò come muoversi per presentare un progetto all'assessorato alle Attività sociali, servendosi di una terza persona: "Vai da lui, se no non è che a me mancano gli amici con le associazioni... Lo si deve fare copia e incolla sulla carta intestata di un'altra associazione". L'ex consigliere rimarcava poi che "è un problema di volontà politica... un altro contenitore, fatto questo lo devi protocollare, poi una volta che è protocollato devi prendere l'appuntamento col sindaco, con Diego Bellia (allora capo staff del sindaco, ndr), gli dici: 'Senti ho questa cosa', punto e basta non ti puoi fare raccontare fesserie del bilancio, perché non c'entra niente il bilancio...".

"Tu devi solo insistere"

L'indagata chiedeva: "Quindi questi sono soldi già accantonati". E Cusumano spiegava: "Nemmeno, non sono, però... Perché se no se tu parli fai capire che sai! Quindi devi insistere! Sono soldi della 328, soldi dello Stato e che il Comune gestisce fuori dal bilancio comunale e il bilancio comunale siamo sotto il marciapiede, a terra totale! Non le devi dire, non le puoi sapere, queste sono cose troppo interne, se no si capisce che ci siamo incontrati. Tu devi solo insistere". 

Il profilo dell'ex consigliere: dalla cultura agli affari di famiglia con la benzina

"Il progetto è finanziato a Mattarella, a te!"

E' a questo punto che Fundarò prendeva l'altro discorso: "Sentimi la cosa di turismo, niente? Affondò è vero? Non avete più parlato con..." e Cusumano: "No, non posso seguire duemila cose, devo avere... Perché alla fine è sempre Orlando, non puoi giocare col tuo nome su qua e là... Il turismo è 5 mila euro" e la donna replicava: "E ti pare niente?", ma Cusumano spiegava: "Ma non te li fa fare due progetti, come fai politicamente... già ci ha finanziato a tre, lascia stare che il contenitore B C D, non funziona così... è a politica, il progetto è finanziato a Mattarella, a te! Quindi è inutile...".

"Ma 5 mila euro sono una volta sola..."

La donna non sembrava convinta: "E se poi non si fa? Vedi se invece insisti su 'ste cose del turismo che è meglio... Questi 5 mila euro è una volta, non è che è al mese... Sto prendendo, caso mai rinuncio a questo e ci mettiamo un altro e mi piglio quello..." e chiedeva poi: "Tu perché hai diviso? A quello gli danno 20 mila euro... La fondazione si paga, non sono soldi che vanno a me, giusto? Le sedi si pagano per cui non ne tenere conto, non è che entrano a me, entrano alla Fondazione Sant'Elia, i soldi sono per tre mesi forse, ci siamo? Che quando noi lo vendiamo al giorno 4 mila euro, quelle, le persone che insegnano le devi pagare, ho poco da girare! Allora per questo io preferirei questa cosa del turismo, anche perché uno ci lavora materialmente, la visibilità diversa? Non il progetto del turismo, tu mi dicevi una delega per il turismo". 

"Al momento del pagamento fai quello che vuoi"

L'ex consigliere comunale in un altro caso raccomandava: "Al telefono non si parla... Vai a parlare con quello, non lo sai mai se ha il telefono sotto controllo... E' uno che gira, soldi, cose" e Fundarò: "A me lo dicono pure gli amici miei magistrati...". Cusumano avrebbe comunque dato dei consigli su come gestire eventuali progetti col Comune: "Devi avere persone tue, tu metterai lì una persona che formalmente è 2 mila euro, ma poi gliene darai invece mille, ma sulla carta..." e lei: "Che so, la ragazza di mio figlio che insegna diritto?", "Brava!", diceva l'ex consigliere e aggiungeva: "Al momento del pagamento fai quello che vuoi".

Le lamentele col vicesindaco: "Mi state facendo perdere il mio elettorato"

Secondo l'accusa, Cusumano avrebbe usato la sua attività con finalità elettorali, tanto che sarebbe arrivato a lamentarsi con il vicesindaco Giambrone e anche a "ricattare" la Giunta, raggiungendo poi "una pax" con Orlando. L'ex consigliere avrebbe detto a Giambrone: "Io faccio il primo dei non eletti, il primo delle liste fatte da te, delle tre liste tue sono l'unico che passa i 2 mila voti, dove sono? Da nessuna parta... Mi state facendo perdere il mio elettorato, perché il mio elettorato che è bello, bravo, borghese, intelligente di attori, lì dento c'ho 600 attori comparse, c'ho infilato 30 persone in quei progetti... La gente si sente pensata perché faccio tre progetti mega di tutte le associazioni del terzo settore disabili".

"Io posso tenere sotto scacco il sindaco!"

Avrebbe poi compiuto "un attacco politico e mediatico contro la Giunta per ottenere finianziamenti", scrivono gli investigatori e, subito dopo avrebbe siglato un accordo con Orlando, tanto che il 12 luglio 2018 diceva: "Abbiamo raggiunto su determinate cose un equilibrio nel senso che io porto le mie pretese, nel senso di politiche giuste per la cittadinanza dei vari mondi che rappresento e lui vuole una pax perché appunto io creo troppi problemi in aula... Io posso tenere sotto scacco il sindaco perché ha troppo bisogno di me!". Ma diceva anche: "Non sono andato in aula alla presentazione della giunta", "non vi voto più niente, te ne vai a fanculo, il mio voto è determinante...".

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