Ztl, ultimatum popolare: "Pronti a violarla in massa"

Se la posizione del sindaco non dovesse cambiare, mercoledì i contrari al provvedimento potrebbero tornare in piazza e mettere in atto "forti azioni di disobbedienza civile". Intanto anche i preti del centro storico si schierano contro

Non si placa la protesta contro la Zona a traffico limitato. Dopo l'annuncio dei commercianti di querelare il sindaco Orlando colpevole, secondo loro, di aver diffamato coloro che hanno partecipato alla protesta dello scorso 25 ottobre, mercoledì 9 novembre il "popolo" potrebbe tornare in piazza contro il provvedimento. Lo farà "con una violazione di massa" se entro martedì 8 il sindaco Orlando non annullerà o sospenderà la tanto contestata ztl. E contro il provvedimento si sono schierati anche i preti del centro storico. Ma c'è pure chi la pensa diversamente e ritiene che "questa misura sia necessaria e indispensabile per tutelare la salute dei cittadini". Si tratta di Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia. Mentre si allunga la lista dei favorevoli e dei contrari, va avanti anche la raccolta firme per la presentazione del ricorso al Tar.

L'ULTIMATUM POPOLARE - Se il sindaco non dovesse procedere, come da loro richiesto a gran voce, quantomeno a sospendere la Ztl, il "popolo" si è dato appuntamento mercoledì 9 novembre alle 11 in piazza Giulio Cesare, di fronte alla stazione. Annunciate forti azioni di disobbedienza civile: mezzi non autorizzati violeranno in massa la zona a traffico limitato. L'annuncio è affidato ad un volantino distributo in centro nei giorni scorsi.

PRETI CONTRO LA ZTL - Filippo Sarullo, parroco della Cattedrale, don Giuseppe Pomi, di Sant’Ippolito, fra Gaetano Morreale di Sant’Antonio, Salvatore Grimaldi della Magione, Pietro Scaduto dei Santa Maria La Nova, Sergio Catalano, priore del convento San Domenico e Giuseppe Bucaro di San Mamiliano hanno firmato un documento contro le limitazioni al traffico che è stato inviato al sindaco. La Ztl, secondo i preti, creerebbe "disagio umano e sociale". "Siamo molto preoccupati della possibilità di atti inconsulti di chi, a ragione o no, ritiene di essere disperato a causa del modo con cui è stato avviato questo provvedimento”, affermano i parroci che per evitare che la situazione possa degenerare chiedono la sospensione. La risposta di Orlando non si è fatta attendere. La posizione del primo cittadino non cambia: "Impossibile sospendere il provvedimento". "L'amministrazione - conclude Orlando - ha a cuore il bene supremo delle persone che è la loro salute".

LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE - "I livelli d'inquinamento del centro storico di Palermo sono gravissimamente fuori norma - spiega Zanna - e molto oltre i livelli consentiti. I nostri bambini soffrono sempre più di asma e di malattie allergiche e questo, è ormai accertato scientificamente, a causa dell'eccessiva e fuori legge presenza di PM10". Secondo il presidente "il vero e unico problema non è quello di qualche incasso in meno o di qualche fedele che non frequenta più la messa, ma la vita, la salute e il futuro di tutti i palermitani, che, per fortuna, sono più maturi e si stanno adattando a questa Ztl utilizzando i mezzi pubblici, che comunque bisogna potenziare, e le biciclette". 

IL COMMENTO DI FIGUCCIA - "Probabilmente, il buon padre Pintacuda si starà rivoltando nella tomba, vedendo che il suo ex “pupillo” Orlando è riuscito nella non facile impresa di far mobilitare i preti delle parrocchie del centro storico contro la ZTL. Sono davvero lontani i tempi quando il sindaco di quella che fu la Primavera aveva accanto tutto il movimento cattolico”, afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia. Orlando, secondo il copnsigliere, sarebbe "testardo peggio di un mulo, non ci sente e non vuole prendere in considerazione neanche la sospensione del provvedimento" mostrando "un atteggiamento scellerato e senza senso, che dimostra chiaramente come viva ormai avulso dalla realtà e chiuso nella sua torre d’avorio, circondato da cortigiani pronti soltanto ad assecondarlo". Figuccia consiglia al sindaco di cambiare posizione. "Se non vuole passare alla storia come il sindaco che ha distrutto il tessuto economico di gran parte della sua città - conclude -, l’ex allievo di padre Pintacuda, che poco prima di morire ne aveva già preso le distanze, ascolti almeno chi si fa portavoce del disagio umano e sociale di chi vive e lavora nel nostro centro storico e torni indietro sui suoi passi prima che sia troppo tardi, prima che Palermo pianga altre centinaia di famiglie di disoccupati rimasti nella disperazione”.

FERRANDELLI. "La settimana prossima - scrive sui social il candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative - passeggeremo da piazza Magione a via Roma per ascoltare tutti i cittadini e discutere con loro della Ztl. Nell'ambito delle attività della nostra Palermocrazia ascolteremo tutti: commercianti, parroci e residenti". 

LO SCONTRO ORLANDO-COMMERCIANTI FINISCE IN PROCURA - Il sindaco Orlando sta lavorando ad un dossier per atti vandalici. "E' dovere del sindaco - ha spiegato Orlando- dialogare con tutti coloro che manifestano il proprio dissenso in modo civile e proponendo soluzioni. E' dovere del sindaco denunciare minacce, violenze e ricatti anche per evitare che il civile dissenso sia strumentalizzato e guidato da violenti e criminali più o meno organizzati". Nel corso del corteo del 25 ottobre, alcuni manifestanti hanno "invaso" gli esercizi commerciali rimasti aperti pretendendone la chiusura e altri hanno divelto la segnaletica in piazza Verdi. I commercianti non l'hanno presa bene ed hanno annunciato una querela per diffamazione. Le accuse del sindaco, secondo loro sarebbero infondate. "Rigettiamo le accuse di mafiosità. Stiamo valutando la possibilità di querelare in massa il signor Orlando", affermano. Inoltre, sottolineano, "già all'indomani del corteo noi tutti abbiamo preso le distanze da quella sparuta frangia di personaggi che hanno creato qualche tensione, distanza che rinnoviamo". I commercinati e gli artigiani fanno sapere che non parteciperanno alla protesta del 9 novembre: "Ci dissociamo da queste forme di prepotenza, non ci appartengono". 

IL RICORSO - Intanto prosegue la taccolta firme per la presentazione del nuovo ricorso al Tar per chiedere l'annullamento del provvedimento che istituisce la Ztl a Palermo, al via dal 10 ottobre. Sono 400 le firme già raccolte. A sottoscrivere il ricorso, curato dal tributarista Alessandro Dagnino e dal collega Giovanni Scimone, che dovrebbe essere depositato la prossima settimana, oltre a cittadini, commercianti e artigiani, anche Confindustria, Confartigianato e Cobas. "Lunedì - dice la consigliera comunale del Pd Nadia Spallitta, che ha promosso il ricorso al Tar - insieme agli avvocati che hanno curato il ricorso anticiperemo i contenuti. Tra le motivazioni l'assenza di mezzi pubblici alternativi e l'applicazione di tariffe irragionevoli e indifferenziate d'accesso che non raggiungono lo scopo di abbattere l'inquinamento, ma rappresentano solo un modo per fare cassa". Tra le motivazioni, addotte dai ricorrenti, alla base del ricorso c'è il mancato aggiornamento del Piano urbano generale del traffico, approvato dal consiglio comunale nel 2013 quando il contesto era diverso. Secondo i firmatari, inoltre, i mezzi pubblici presenti in città non sarebbero sufficienti e andrebbero quindi potenziati. 

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