Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

E' morto padre Mario Frittitta, lo storico prete della Kalsa

Il sacerdote della chiesa di Santa Teresa aveva 83 anni. Nel 1997 era stato travolto da una bufera giudiziaria perché avrebbe frequentato il boss Pietro Aglieri, allora latitante. Dopo una condanna in primo grado fu poi definitivamente assolto nel 2001, quando tornò alla sua missione tra i fedeli che oggi lo piangono

Finì in carcere con l'accusa di aver favorito la latitanza di un boss mafioso. E non di un boss qualsiasi, ma di Pietro Aglieri, uno delle figure più potenti e carismatiche all'interno di Cosa nostra. Ma i suoi fedeli lo difesero fino all'ultimo e ora ne piangono la sua morte: si è spento a 83 anni padre Mario Frittitta, figura storica della Kalsa e parroco della chiesa di Santa Teresa. 

Il frate carmelitano finì sulle prime pagine di tutti i giornali nel 1997, cioè cinque anni dopo le stragi che portarono alla morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che proprio nel quartiere arabo erano nati e cresciuti. Dopo anni di voci sul suo conto, l'accusa per Frittitta fu pesantissima: il sospetto era infatti che avesse incontrato ripetutamente Aglieri durante la sua latitanza. Non solo confessioni, come previsto dal suo mandato pastorale, ma molto di più: avrebbe infatti invitato il boss a non pentirsi con la giustizia terrena. Fu così accusato di favoreggiamento aggravato. 

Fu la Cassazione, nel 2001, a scrivere la parola fine sulla vicenda giudiziaria: "La conversione del mafioso è un diritto che ogni sacerdote deve e può esercitare" e i preti "non sono tenuti a informare gli inquirenti di fatti attinenti il loro ministero", questa fu la motivazione della Suprema Corte con cui venne confermata definitivamente l'assoluzione. Padre Mario era stato invece condannato in primo grado a due anni e quattro mesi di reclusione e poi assolto in appello.  

Dopo i guai giudiziari, però, il frate carmelitano, che era amato da un popolo di fedeli che oggi lo piangono, era ritornato a Santa Teresa, dove aveva ripreso le sue attività. La prima domenica dopo la sentenza definitiva di assoluzione, durante l'omelia invocò la misericordia di Dio su chi lo aveva accusato. Nella chiesa di Santa Teresa i suoi fedeli si alzarono in piedi e si lasciarono andare ad un lungo applauso. "Un padre carismatico, sempre pronto ad accogliere chi aveva bisogno, sempre con una parola di conforto e incoraggiamento per tutto. Ci mancherà tantissimo" racconta per esempio Miriam, una fedele che frequenta la chiesa di Santa Teresa.

"Ti dico grazie perché mi hai fatto sentire protetto davvero - è invece il ricordo di Fabrizio, un altro fedele - perché ogni giorno ci sei stato anche quando credevo che sarei rimasto solo e ho dubitato di te. Perché eri presente anche nei momenti più belli e perché il tuo arrivo nella mia vita mi ha dato forza e coraggio. Mi ha spinto verso altre direzioni, mi ha fatto conoscere altre mete e mi ha davvero cambiato. Ora che non ci sei più ti custodisco solo nel mio cuore, ma non posso abbracciarti mi sento incompleto e nessuno riuscirà a colmare questo vuoto". 

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