Sgombero dell'ippodromo: prosegue la smobilitazione, ma resta il "nodo" cavalli

Circa un centinaio gli animali che si trovano ancora nelle scuderie. Il comandante Marchese: "Stiamo procedendo all'identificazione dei proprietari, le ricerche non sono agevoli". E' "giallo" sulla sorveglianza dell'impianto di viale del Fante

Foto Giuseppe Mangano

Quattro mesi senza corse di cavalli. L'ippodromo ormai spoglio, il totalizzatore con le quote solo un lontano ricordo. Nelle sale un tempo affollate di scommettitori non c'è quasi più nulla: gli impianti elettrici che alimentano i monitor sono stati scollegati; le macchinette per le scommesse sono state disattivate e via via stanno per essere rimosse. Nelle scuderie restano un centinaio di cavalli, che i proprietari non sanno dove portare. 

Alla Favorita, dopo l'interdittiva antimafia della prefetura nei confronti dell'Ires, proseguono le operazioni di sgombero. Non senza difficoltà. La società che fino alla decadenza della concessione ha gestito l'ippodromo deve riconsegnare al Comune la struttura totalmente vuota, come previsto nell'ordinanza emanata lo scorso mese di dicembre. Solo così l'amministrazione comunale potrebbe far scattare l'iter per un nuovo bando di affidamento, preludio al ritorno delle corse al trotto a Palermo. Il "nodo" cavalli però blocca tutto e rende incerti i tempi di rilancio dell'ippodromo. Nei giorni scorsi i vigili urbani sono tornati in viale del Fante. "Stiamo procedendo all'identificazione dei soggetti che hanno la titolarità dei cavalli, per intimare loro lo sgombero. Le ricerche non sono agevoli" si limita a dire il comandante Gabriele Marchese, precisando che la polizia municipale si sta "attenendo alle modalità e alle tempistiche per la gestione dello sgombero concordate con prefettura e questura".

Per il Comune è l'Ires che deve allontanare gli animali. L'ex concessionario (già in liquidazione), a più riprese, ha risposto di non poter usare la forza per far sloggiare i cavalli. L'ippodromo, al momento, è sorvegliato notte e giorno da un custode della Ires. Che dovrebbe fare da "filtro". Ma secondo indiscrezioni ciò non sempre avverrebbe. Un giallo dai contorni non ancora del tutto chiari, sul quale ci sarebbero delle indagini in corso. 

"Noi non abbiamo autorizzato nessun accesso" sottolinea il comandante Marchese. Insomma, chi è fuori non può rientrare più nelle scuderie della Favorita: il riferimento è a quei cavalli portati a correre in altri ippodromi d'Italia. L'ipotesi che i proprietari possano autogestire solo una parte dell'impianto (box e spazi riservati all'allenamento degli equini), accollandosi tutte le spese del caso, non è praticabile perché il Comune non può stringere accordi con singoli privati. Il che mette in crisi quei proprietari che veramente non hanno soldi a sufficienza per trasferire altrove i cavalli. 

In base alle informazioni raccolta da alcuni addetti ai lavori, c'è però uno spiraglio ed è rappresentato dall'ippodromo del Mediterraneo di Siracusa. Due però sono gli "scogli" da superare: i pochi spazi disponibili per "ricoverare" i cavalli e la decisione, presa dal ministero dell'Agricoltura nell'ambito di un piano di razionalizzazione, di mettere l'impianto aretuseo "fuori ruolo" per le corse al trotto. Attualmente infatti si possono disputare solo gare di galoppo. Nei prossimi giorni si dovrebbe tenere un incontro tra i dirigenti del ministero dell'Agricoltura e l'Ippomed srl, la società che gestisce l'ippodromo di Siracusa. Nell'attesa che si trovi una soluzione, il futuro dell'ippica palermitana e dei lavoratori (circa 500 tra diretto e indotto) restano appesi a un filo.   

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