Pubblicitario trafitto e ucciso dalla "forca" del carro attrezzi, in due sotto processo

La proprietaria e il conducente del mezzo del soccorso stradale devono rispondere di omicidio colposo in concorso per la morte di Fulvio Maiorca, nel 2014, sull'autostrada A19. Per un vizio di forma l'udienza è stata rinviata al prossimo giugno

La Renault Megane di Maiorca dopo l'incidente

E' rimasto ucciso dopo aver tamponato un mezzo del soccorso stradale da cui si è sganciata la forca retrattile utilizzata per trainare i mezzi in panne, "penetrata come una lama nell’abitacolo. Una fine orribile". E’ iniziato il processo per omicidio colposo dopo la morte, in un incidente risalente al settembre 2014, dell’agente pubblicitario della Publikompass Fulvio Maiorca. Sotto processo la proprietaria del carroattrezzi, la 56enne di Altofonte C.B., e il 67enne palermitano A.M. che quel giorno si trovava alla guida del mezzo. Per un vizio di forma, ovvero la mancata notifica all’avvocato difensore di uno degli imputati, l’udienza è stata rinviata al prossimo 13 giugno.

La tragedia si è consumata sull’A19 intorno alle 16 del 9 settembre di cinque anni fa, vicino Bagheria. "Quel giorno - ricostruiscono dalla società Studio 3A-Valore spa, cui si è affidata la famiglia di Maiorca - il traffico era intenso. Maiorca, a bordo della sua Renault Megane, non si è accorto in tempo dei mezzi incolonnati e ha tamponato il veicolo adibito a soccorso stradale. Poteva essere un banale tamponamento, ma purtroppo la forca retrattile del carro attrezzi, non essendo bloccata, in seguito all’urto si è svincolata dal suo alloggiamento ed è penetrata come una lama nell’abitacolo della vettura, con conseguenze letali per il suo conducente che è morto sul colpo". Alla base delle contestazioni la violazione dell’articolo 140 del Codice della strada secondo cui gli utenti della strada "devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale".

Fulvio Maiorca-3La Procura di Termini Imerese ha aperto un procedimento penale e iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo in concorso il conducente del mezzo di soccorso stradale e la sua proprietaria. Le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate sul dispositivo del carro attrezzi che non si sarebbe dovuto "aprire" in quel modo, come urlato a gran voce dai familiari della vittima. Il pm Annadomenica Gallucci ha disposto una perizia per accertare la dinamica del sinistro e verificare tre le altre cose la regolarità e il funzionamento della forca retrattile. Le conclusioni del consulente tecnico d’ufficio hanno confermato le gravi lacune del dispositivo che sono costate ai due oggi imputati il rinvio a giudizio "per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia".

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