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Cronaca Cinisi

Cinisi, dopo oltre due anni di accertamenti dissequestrato il depuratore

L'impianto, subito dopo il sequestro scattato nel 2014, è stato dotato di un generatore d'emergenza per depurare le acque reflue. Durante i precedenti controlli, condotti dalla Guardia Costiera di Terrasini, erano emerse carenze strutturali

Dopo due anni di accertamenti, dissequestrato il depuratore di Cinisi. L’impianto, sottoposto a sequestro nel dicembre del 2014 dal personale della Guardia Costiera di Terrasini, a seguito di una serie di accertamenti scaturiti da sversamenti in mare segnalati dai cittadini, è stato dotato di un generatore di emergenza dal Comune per tamponare le carenza emerse durante i controlli che hanno poi fatto scattare i sigilli.

I controlli successivi al sequestro hanno evidenziato gravi carenze strutturali e le indagini che ne sono scaturite hanno confermato che la condotta sottomarina, finanziata con fondi pubblici, non solo non è mai entrata in funzione ma dei 900 metri previsti, ne sono stati rinvenuti solo 300.

Le condizioni generali dell’impianto, collaudato nel 2011 e gestito da allora direttamente dal Comune, sono parse immediatamente precarie e non idonee all’utilizzo. Si è reso dunque necessario procedere al sequestro preventivo dell’intero impianto di depurazione e della condotta a mare, con facoltà d’uso e affidamento in custodia ad un dirigente del Comune stesso. Sequestro d'urgenza convalidato poi dal giudice per le indagini preliminari Lorenzo Jannelli.

"Ora - spiega il comandante tenente di vascello Stefano Lamanna - gli accertamenti sono terminati e il sostituto procuratore della Repubblica Francesca Mazzocco ha disposto il dissequestro".

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