Cronaca

"Non possiamo perdere 7 mila voti", le intercettazioni che inguaiano i fratelli Caputo

Le indagini culminate nei tre arresti eseguiti dai carabinieri svelano il "trucchetto" che Salvino Caputo avrebbe escogitato su consiglio dei vertici siciliani della Lega: "Molti sapranno che sono io il candidato... infatti nel partito anche su questo insistono"

Il leader della Lega Matteo Salvini e l'avvocato Salvino Caputo

"Non possiamo prendere settemila voti…seimila voti..non meno di questo e buttarli al macero…scusami…male che va…candidi a tuo figlio…eh scusami…cioè…che discorsi stiamo facendo…ma che fa…si buttano questi…la politica…cioè tu continui a essere più forte di tutti…ma come si deve fare…anziché perderli…ci metterei…io so già la soluzione qual è: Caputo senza fotografie….non so come si chiama tuo figlio…’detto Salvino’…punto…basta…è così…funziona così". A consigliare così Salvino Caputo, arrestato stamattina insieme al fratello Mario e a un procacciatore di voti, sarebbe stato il deputato leghista Alessandro Pagano (anche lui indagato in altro procedimento). E’ quanto emerge dalle intercettazioni inserite nell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per l’ex sindaco di Monreale, suo fratello (candidato non eletto alle scorse regionali di novembre 2017) e l’intermediario Benito Vercio.

Una poltrona per due, elettori truffati: 20 indagati

Il blitz dei carabinieri eseguito all’alba di oggi arriva dopo un anno di indagini. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, rappresentata dal Procuratore della Repubblica di Termini Imerese Ambrogio Cartosio e il sostituto Annadomenica Gallucci, l’ex deputato regionale Salvino Caputo si sarebbe speso personalmente per sfruttare tutto il suo bacino di voti. Alla notizia del rigetto della sua istanza di riabilitazione, dopo una condanna per tentato abuso d’ufficio che lo ha reso un "impresentabile", Caputo avrebbe escogitato uno stratagemma tale da consentirgli di non disperdere la preferenza che i suoi elettori gli avrebbe garantito. Anche a costo di promettere - stando a quanto emerso tra intercettazioni ambientali e telefoniche - assunzioni nei supermercati, trasferimenti da una sede aziendale a un’altra ritenuta più comoda o anche l’accesso di una ragazza all’università romena di Medicina a Enna.

A svelare il trucchetto anche il figlio di Caputo che - inconsapevole di essere intercettato - forniva una spiegazione sul perchè non ci fosse il nome del padre nei volantini e nei cartelloni pubblicitari : "Quindi se qualcuno gli scrive pure Salvino Caputo…ci va sempre…quindi sì…è una strategia non mettergli la…foto". La scelta, però, è poi ricaduta sul fratello dell’ex deputato regionale, Mario. "Ha accettato la proposta - scrive il giudice - di candidarsi con l’appellativo di Salvino, di rimanere in posizione del tutto defilata nella campagna elettorale, di non intervenire ai comizi pubblici cui invece partecipava il fratello". Lo conferma un’intercettazione di Salvino Caputo che, parlando al telefono con il fratello, dice: "Tieni conto che molti…sapranno che sono io il candidato…perché non è che tutti sono raggiungibili o tutti sanno che io non mi candido…specialmente nei paesi…ma si gioca sull’equivoco…sul fatto anche Caputo detto Salvino…infatti nel partito anche su questo insistono".

Volantino Caputo-2

Proposta che poi sarebbe stata condivisa anche da Angelo Attaguile, commissario per la Sicilia di Noi con Salvini, che il 29 settembre 2017 chiama Salvino Caputo e a tal proposito dice: "La soluzione che ha posto lui è ottima…". Poi lo invita a non mettere in allarme i sostenitori: “Con la soluzione che ti ho detto noi siamo tranquilli…”. Il "giochetto" che avrebbero messo in piedi, secondo le stime di Pagano, sarebbe potuto costare al massimo una perdita di voti pari al 10%. Ma la linea, tra i capi elettori e i semplici sostenitori, doveva essere comune. Lo chiarisce un’altra intercettazione sul telefono di Benito Vercio mentre parla con un altro indagato: "All’esterno chi non lo sa…lì c’è messo Caputo…chiuso…non è che c’è la foto…c’è Caputo…poi c’è Salvino…la gente fuori non deve sapere…non glielo dobbiamo spiegare".

E chi non conosceva il meccanismo, a ridosso delle elezioni, si è anche premurato di far sapere all’ex sindaco di Monreale che aveva fatto il “proprio dovere”: “Dottore Caputo…Sono B********, da Trabia…io la sto chiamando…la saluto…per dargli un in bocca al lupo…io sto lavorando per lei…va bene? Io sto lavorando che c’ho gli operai in campagna…raccogliamo le olive…perché di pomeriggio sanno…già sanno tutto quello che devono fare loro…va bene?”. In molti si sono presi la briga di chiamarlo, pochi giorni prima delle elezioni, per ricordare all'avvocato l'impegno preso. Salvino Caputo, a sua volta, li ringraziava: "No, no...deve ringraziare Dio". "Ah bene - diceva lui -, sono molto credente". "Lei è una persona pure di chiesa che prega tantissimo…gli ho detto che mi deve fare una preghiera grande per l’onorevole Caputo…gli ho detto", rispondeva al telefono una signora.

Sui due referenti della Lega in Sicilia, convocati da Matteo Salvini che ha chiesto dei chiarimenti su quanto emerso dall’inchiesta, è intervenuto a gamba tesa Francesco Vozza, già responsabile del Carroccio a Palermo poi sostituito proprio da Pagano: "Intercettazioni imbarazzanti. Pagano che implora Caputo di candidare il figlio pur di non perdere migliaia di voti. Ed è per questo che nelle prossime ore chiederemo al nostro leader di commissariare l'intero movimento dell'isola e di inviarci un commissario straordinario che rimetta in sesto la situazione". Tra le altre persone indagate anche l'ormai ex assessore comunale alla Cultura e alla Pubblica istruzione di Termini Imerese Maria Bellavia (detta Loredana) che qualche ora dopo l'arresto ha rassegnato le sue dimissioni.

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