Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Il fiato degli usurai palermitani sul collo di Marco Baldini: "Ora ti rompiamo le corna"

E' quanto emerge dall'operazione Tonsor che ha portato all'esecuzione di cinque misure cautelari. Dalle intercettazioni emerge come a giugno del 2018 il conduttore radiofonico dovesse ancora restituire circa 60 mila euro alla banda di strozzini

C'è anche un volto noto tra le vittime della banda di usurai palermitani che è stata sgominata oggi dalla guardia di finanza. Si tratta del conduttore radiofonico Marco Baldini. E' quanto emerge dall'operazione Tonsor che ha portato all'esecuzione di cinque misure cautelari personali e al sequestro di beni per 500 mila euro.

Il gruppo criminale operava tra Roma e Palermo e a capo c'era, secondo gli investigatori delle Fiamme Gialle, Salvatore Cillari, fratello di un boss ergastolano. Nel 2017 Baldini finisce nella sua rete e dalle intercettazioni emerge come a giugno del 2018 il conduttore radiofonico dovesse ancora restituire circa 60 mila euro. Non sapendo di essere intercettato, infatti, uno degli indagati rivela: "Avanza un terremoto di soldi!!! Questo Marco Baldini... questo di Roma... ci deve dare (a Salvatore Cillari, ndr) sessanta e rotti mila euro... ora domenica parte... ci ha telefonato... vedi che sto salendo... ti sto venendo a rompere le corna!!!".

Le intercettazioni: "O paghi o ti stacchiamo la testa" | Video

E' il 24 gennaio del 2017 quando Cillari chiama Baldini. "Sti soldi, com'è finita Marco? Manco una lira... Cazzo della miseria Marco... manco mille lire", si lamentava, avvertendo il suo interlocutore: "Io qua a Roma sto". "Allora domani ci vediamo, stai tranquillo", rispondeva Baldini. Tre mesi dopo Cillari continuava a incalzarlo: "Mi dai sempre delle notizie, poi invece mi lasci in asso. Tu dici che dovevi prendere i soldi... sono passati sette mesi... non prendi nulla... anzi quasi un anno".

Davanti alle giustificazioni del suo interlocutore Cillari taglia corto: "Marco io so solo una cosa... io ti ho fatto solo del bene a te!!!". A giugno del 2018 l'ennesima telefonata: "Sono passati anni, ora basta Marco. Non è giusto che mi posi così perché io me li sono levati dalla bocca... Vedi che io ti ho voluto bene e ti ho rispettato come un fratello Marco... e tu non mi puoi trattare così". 

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