Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

"Sei coltellate sulla spiaggia di Magaggiari per una taliata di troppo", condannati due cugini

Il gup ha inflitto 6 anni e 8 mesi di reclusione ad Alberto e Filippo Mulè, accusati del tentato omicidio di Pierpaolo Celestre avvenuto a Cinisi il 7 settembre del 2019. L'aggressione sarebbe scattata per le attenzioni che la vittima avrebbe rivolto ad una ragazza. Gli imputati sono coinvolti anche nell'uccisione di Paolo La Rosa

Il palazzo di giustizia

Sei coltellate per una "taliata" di troppo. E' così che Piepaolo Celestre, da poco maggiorenne, pagò il 7 settembre del 2019 sulla spiaggia di Magaggiari a Cinisi, l'attenzione per una ragazza. Oggi il gup Cristina Lo Bue ha deciso di condannare a 6 anni e 8 mesi i cugini Alberto e Filippo Mulè, accusati del tentato omicidio del giovane, che hanno scelto di essere processati con il rito abbreviato. La vittima si è costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Paola Polizzi e gli è stata concessa una provvisionale di 15 mila euro a titolo di risarcimento del danno.

Il giudice ha in parte accolto le richieste del procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dei sostituti Ludovica D'Alessio e Felice De Benedittis che avevano invocato una condanna a 10 anni di carcere per ciascuno degli imputati. I due cugini sono coinvolti anche in un'altra tragica vicenda, l'omicidio di Paolo La Rosa, assassinato anche lui a coltellate davanti al "Millenium" di Terrasini, il 24 febbraio dell'anno scorso.

Celestre, dopo essere stato aggredito, fu portato in ospedale, ma dichiarò di essersi ferito in un incidente stradale. Una versione non proprio convincente che, infatti, fu smentita dalle intercettazioni. Nei dialoghi, soprattutto della madre della vittima, emergeva che si sarebbe voluto risolvere la questione senza ricorrere alla legge: "Meglio perdere che straperdere nella vita - diceva infatti la donna - e poi invece di prendere il coltello prende la pistola... E' inutile che mi ci metto a camurria ogni cinque minuti a dire 'Pierpaolo diglielo', certe volte per il quieto vivere, la vita così è fatta". Gli inquirenti avevano registrato una sorta di trattativa tra le due famiglie per chiudere la faccenda senza ulteriori spargimenti di sangue.

Successivamente Celestre ammise che non ci sarebbe stato alcun incidente stradale e raccontò di essere stato invece accerchiato da diverse persone sulla spiaggia Magaggiari e che chi l'aveva aggredito gli avrebbe ripetuto: "Ti ricordi di me?". Al giovane ritornò così alla mente che in occasione del Carnevale di Cinisi, avvenuto in precedenza, aveva avuto una discussione perché avrebbe avvicinato una ragazza. I carabinieri ricostruirono i contorni della lite e i due cugini sono finiti sotto processo.

Nelle foto qui sotto gli imputati, Alberto e Filippo Mulè

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