Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Giovane accoltellato sulla spiaggia di Magaggiari, la Procura chiede due condanne

Il pm invoca 10 anni di carcere a testa per i cugini Filippo e Alberto Mulè, accusati del tentato omicidio di Pierpaolo Celestre, che risale alla notte del 7 settembre 2019. Il processo si sta svolgendo con l'abbreviato. Gli imputati sono coinvolti anche nell'uccisione di Paolo La Rosa, avvenuta davanti a un locale di Terrasini a febbraio dell'anno scorso

Sopravvisse alle sei coltellate che gli furono inflitte la notte del 7 settembre del 2019 davanti al Coral, sulla spiaggia di Magaggiari a Cinisi, e arrivato in ospedale raccontò di aver avuto un incidente stradale. In realtà, Pierparolo Celestre, da poco maggiorenne, avrebbe conosciuto benissimo i suoi aggressori, anche se non ne rivelò l'identità, e stamattina per loro, i cugini Alberto e Filippo Mulè, la Procura ha chiesto una condanna a 10 anni di carcere ciascuno per tentato omicidio.

Il processo si sta svolgendo con il rito abbreviato davanti al gup Cristina Lo Bue. I due imputati, difesi dall'avvocato Raffaele Bonsignore, sono già noti perché coinvolti in un altro delitto, l'omicidio di Paolo La Rosa, avvenuto davanti al "Millenium" di Terrasini, il 24 febbraio dell'anno scorso. In entrambi i casi, alla base delle aggressioni, vi sarebbero motivi banali e sguardi di traverso.

La vicenda di Celestre, (il giovane è parte civile nel processo con l'assistenza dell'avvocato Paola Polizzi) venne alla luce proprio dopo l'uccisione di La Rosa. A coordinare le indagini sul caso il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ed i sostituti Ludovica D'Alessio e Felice De Benedittis. L'accoltellamento del ragazzo a Magaggiari è infatti precedente al delitto La Rosa, ma Filippo Mulè venne fermato dopo questa aggressione.

Dalle intercettazioni era emerso che dopo le sei coltellate la stessa madre della vittima avrebbe condiviso la scelta dell'omertà sulla faccenda: "Meglio perdere che straperdere nella vita - diceva infatti la donna - e poi invece di prendere il coltello prende la pistola... E' inutile che mi ci metto a camurria ogni cinque minuti a dire 'Pierpaolo diglielo', certe volte per il quieto vivere, la vita così è fatta". 

La vittima, dopo aver parlato di un incidente stradale, ammise di essere stata accerchiata da diverse persone e che chi lo aveva colpito gli avrebbe ripetuto: "Ti ricordi me?". Così al giovane sarebbe tornato in mente che in occasione del Carnevale di Cinisi, avvenuto precedentemente, aveva avuto una discussione perché avrebbe avvicinato una ragazza. Null'altro.

I carabinieri ricostruirono lo stesso i contorni della lite, mentre la famiglia del giovane cercava di appianare la storia senza ricorrere alla legge. Adesso la Procura ha chiesto la condanna dei due cugini. La sentenza dovrebbe arrivare il mese prossimo.

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