Curato al Cervello paziente affetto dalla Sindrome di Lyell

Si tratta di una malattia molto rara (un caso su un milione all'anno in Italia) con mortalità elevata, causata da una reazione avversa ai farmaci. Sul paziente, un palermitano di 36 anni, è stata sperimentata una terapia innovativa

E' una malattia molto rara, con una statistica di circa un caso su un milione all'anno in Italia, ma con mortalità elevata, fra il 20 e il 30%. Si tratta della necrolisi epidermica tossica, meglio conosciuta come Sindrome di Lyell, causata da una reazione avversa ai farmaci. Un caso di questo tipo è stato curato con successo a Palermo, presso la terapia intensiva dell'Unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale Cervello.

La Sindrome di Lyell ha colpito un paziente di 36 anni, palermitano, che ha sviluppato questa reazione in seguito all'assunzione di un farmaco per il trattamento dell'iperuricemia. All'arrivo in terapia intensiva, seppur con funzioni vitali nei limiti, l'uomo presentava lesioni cutanee e mucose simili a gravi ustioni, che coinvolgevano almeno il 60% della superficie corporea. Dopo otto giorni, non mostrando miglioramenti, il paziente è stato trattato con una terapia innovativa, sperimentata per la prima volta presso l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata di Roma dal dottor Biagio Didona.

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"Si tratta - spiegano dall'azienda sanitaria - di una singola somministrazione di Etanercept 50 mg, inibitore del Tnf-alfa (Tumor Necrosis Factor), principale citochina infiammatoria. Un farmaco solitamente usato per la cura della psoriasi, ma che all'Istituto Dermopatico è stato studiato e sperimentato per la Sindrome di Lyell a partire dal 2011. La collaborazione fra l'Unità operativa di Rianimazione del Cervello e l'Istituto è risultata fondamentale. La risposta al trattamento da parte del paziente palermitano è stata ottimale, con completa riepitelizzazione e quindi guarigione clinica in 10 giorni. Presto verrà dimesso".
 

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