Cronaca Noce / Via Giuseppe Savagnone

Natale amaro per gli occupanti della Noce, via allo sgombero di tredici famiglie

Dopo il primo round e il ricorso al Tar, gli abusivi di via Savagnone si ritrovano ancora una volta a dover affrontare l'incubo di rimanere senza un tetto sulla testa. L'assessore Mattina: "Abbiamo trovato sistemazioni temporanee nei b&b, poi studieremo i singoli progetti"

Lo sgombero di via Savagnone - foto di Rossella Puccio

Via allo sgombero dell’immobile occupato alla Noce. Forze di polizia, vigili del fuoco e personale dell’Amministrazione si trovano da stamattina ai piedi del palazzo di via Savagnone, in passato affittato e utilizzato come delegazione dal Comune, per accompagnare fuori le famiglie che vivono lì dalla scorsa estate, dopo aver trasformato quegli uffici in abitazioni. Per procedere, come fatto con l'immobile che si trova di fronte e dov'è avvenuta l'aggressione a Stefania Petyx, si è atteso l’arrivo dell’assessore comunale Giuseppe Mattina.

“Il contratto di locazione dell'immobile è scaduto due anni fa, ma l’Amministrazione - spiega l’attivista Tony Pellicane, di Potere al Popolo Palermo - ha continuato a pagare un affitto da 450 mila euro l’anno con la giustificazione che non è stato possibile riconsegnare i locali proprio perché occupati. Ma non è vero perché queste famiglie sono entrate a maggio 2018. L’unico modo per spegnere i riflettori sulla vicenda è sgomberarle per non parlare più del problema. Nessuno però ha dato loro garanzie su dove potranno andare”.

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L'unico risultato ottenuto dagli occupanti e dagli attivisti intervenuti, che si sono piazzati davanti all'ingresso per impedire l'accesso all'immobile, è stato quello di rinviare lo sgombero sino all'arrivo dell'assessore Mattina per discutere con l'Amministrazione di eventuali soluzioni da adottare in futuro. Alla fine di ottobre, grazie a un ricorso presentato al Tar, le famiglie che vivono abusivamente in via Savagnone sono riuscite di fatto a rinviare lo sfratto di due mesi, trovandosi nuovamente stamattina a dover affrontare il loro incubo a dieci giorni da Natale.

"Nelle settimane scorse - spiega Mattina - abbiamo incontrato singolarmente le famiglie per studiare progetti personalizzati che consentano loro di uscire serenamente. Stiamo provando a garantire le famiglie che sono realmente in difficoltà, ovvero quelle che non sono nelle condizioni di trovarsi una sistemazione temporanea, poi ci occupero dei progetti di continuità. Abbiamo individuato diversi luoghi dove le famiglie potranno stare e rimanere unite. In città - conclude - sono circa 2 mila le famiglie che vivono l'emergenza abitativa, ma le occupazioni non sono la soluzione. Chiediamo a tutti la massima collaborazione".

Ancora un paio di ore, raccontano gli occupanti, e l'immobile verrà abbandonato: "Ci hanno dato il tempo - racconta a PalermoToday una delle abusive, Maria Riccobono - di raccogliere le nostre cose, fare le valigie e prendere i mobili, poi dovremo andare via. Ci hanno trovato una sistemazione in un b&b dove però non potremo stare più di 30 giorni, poi l'Amministrazione dovrebbe studiare dei progetti per ogni famiglia che tutelino i nostri diritti e quelli dei nostri bambini"

(Ha collaborato Rossella Puccio)

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