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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Indagine su dati Covid alterati, Orlando: "Zona rossa avrebbe salvato vite umane"

Bufera sulla sanità regionale, il commento del primo cittadino: "Nonostante le continue richieste i sindaci hanno dati contrastanti, incerti e non conoscono lo stato di occupazione dei posti letto in ospedale. Il Comune pronto a costituirsi parte civile"

Dopo il terremoto sulla sanità siciliana, con tre arresti e diversi indagati (tra cui l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza) con l'accusa di aver falsificato i dati sull'emergenza Covid per non far entrare l'Isola in zona rossa, il sindaco Leoluca Orlando non perde tempo. "Ho sempre ripetuto - afferma il primo cittadino - che la classificazione dei territori in base ai colori non andava e non va considerata come un concorso a premi né, tantomeno, una partita a poker dove bluffare per vincere di più. La zona rossa, soprattutto se il Governo regionale e nazionale intervengono con i giusti ristori e sostegni alle imprese e alle famiglie, è lo strumento per salvare vite umane. Più volte, fino a pochi giorni fa ho sollecitato e richiesto che fossero forniti ai sindaci e ai cittadini dati corretti, costanti e scientificamente validi. Ancora oggi, però, i sindaci hanno dati contrastanti, incerti e non conoscono i dati sullo stato di occupazione dei posti letto".

Poi, forse anticipando un po' i tempi, annuncia: "Per tutto questo il Comune di Palermo si costituirà parte civile in questo procedimento giudiziario, visto che proprio sui dati si sono basate molte scelte e provvedimenti amministrativi in questi mesi. Come presidente dell’Anci Sicilia convocherò il direttivo per valutare tutte le iniziative da assumere ivi compresa la costituzione di parte civile e ogni altra azione a garanzia del rispetto del diritto alla salute di tutti e dell’esercizio corretto delle competenze comunali".

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