Cronaca Libertà / Via della Libertà

Il colpo da 30 mila euro davanti a Gucci, uno degli indagati: "Non c'entro nulla con la rapina"

Durante gli interrogatori Giuseppe Cascino ha respinto le accuse che lo hanno portato ai domiciliari e fornito una sua versione dei fatti. Gabriele Faulisi, arrestato pure lui, avrebbe invece ammesso di aver sottratto la pochette coi soldi a un giovane imprenditore, escludendo la partecipazione dell'altro

Due avrebbero ammesso le loro responsabilità, mentre il terzo nega categoricamente di avere qualcosa a che fare con la rapina da 30 mila euro messa a segno ai danni di un giovane imprenditore davanti alla boutique Gucci di via Libertà, il 22 dicembre scorso. E' questo l'esito degli interrogatori che si sono tenuti oggi davanti al gip Paolo Magro, dopo che venerdì Giuseppe Cascino, 36 anni, e Gabriele Faulisi, di 22, erano finiti agli arresti domiciliari per il colpo, e P. N., 19 anni, era stato sottoposto invece all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Mentre Faulisi, difeso dall'avvocato Francesco Lo Nigro, avrebbe ammesso di aver sottratto la pochette con i soldi alla vittima ed avrebbe escluso la partecipazione di Cascino, P. N., che avrebbe avuto un ruolo da palo ed è difeso dall'avvocato Vincenzo Giambruno, ha invece confermato che sarebbe stato Cascino ad indicare loro l'imprenditore. A sua volta Cascino, assistito dagli avvocati Giovanni Castronovo e Alberto Di Carlo, ha respinto le accuse e fornito una sua versione alternativa dei fatti. Contro i tre ci sono le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza, passate al setaccio dalla polizia.

Cascino ha chiarito al giudice che non sarebbe stato un amico della vittima, ma che il giovane era invece un suo conoscente. Il giorno della rapina lo avrebbe incontrato a Mondello, mentre era seduto al tavolo del locale in cui lavora assieme a tre ragazze. Visto che l'imprenditore non avrebbe trovato posto, l'indagato lo avrebbe invitato ad accomodarsi al suo. Secondo la sua versione, la vittima della rapina avrebbe manifestato interesse per una delle ragazze e, per conquistarla, avrebbe deciso di farle un regalo.

Così - ha raccontato ancora Cascino - il gruppetto, senza di lui, sarebbe andato prima da Prada, dove alla giovane la vittima avrebbe comprato una borsa da 1.500 euro. Usciti dal negozio, proprio lei e su richiesta dell'imprenditore, avrebbe contattato l'indagato, chiedendogli di raggiungerli. Tutti si sarebbero poi spostati da Gucci, ma per le norme anti Covid, mentre l'imprenditore e le ragazze sarebbero entrati, Cascino avrebbe aspettato fuori.

Sempre in base alla sua versione, Cascino sarebbe stato poi avvicinato da Faulisi che lui, però, non avrebbe riconosciuto, essendo - ha detto l'indagato - soltanto un suo contatto su Instagram. Faulisi gli avrebbe chiesto una sigaretta e si sarebbe poi allontanato. Quando l'imprenditore era uscito dalla boutique con le ragazze, per rimettersi il giubbotto, avrebbe stretto la pochette con i soldi tra le gambe e - a dire di Cascino - è a quel punto che Faulisi e P. N. sarebbero entrati in gioco, il primo riuscendo a prendere l'accessorio. 

L'immprenditore era finito a terra e Cascino - come si vedrebbe anche dalle immagini - si sarebbe avvicinato a lui. Secondo l'accusa per bloccarlo, ma lui ha riferito che invece avrebbe voluto aiutarlo a rialzarsi. Faulisi avrebbe confermato di aver agito senza l'aiuto di Cascino, mentre P. N. ha riferito il contrario.

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