Cronaca contrada Giardinello Buttitta

Duplice omicidio a Trabia, operaio spara e uccide due colleghi

Le vittime sono Gianluca Grimaldi, 39 anni, e il capo cantiere Giovanni Sorce, 56 anni. L'omicida, Francesco La Russa, li ha uccisi perchè li riteneva responsabili della sua messa in mobilità. La cava, sequestrata alla mafia, era in amministrazione giudiziaria

L'esterno della cava - foto Piero Longo

Duplice omicidio a Trabia, in una cava in contrada Giardinello Buttitta. Le vittime sono il direttore della cava Gianluca Grimaldi, 39 anni, e il capo cantiere Giovanni Sorce, 56 anni. Francesco La Russa, 49enne ex operaio della cava, ha ucciso i due con una pistola perchè era stato messo in mobilità lo scorso 5 settembre. La cava, sequestrata alla mafia, al momento è sotto amministrazione giudiziaria. L’omicida è stato catturato subito dopo. (GUARDA IL VIDEO)

Secondo una prima ricostruzione, La Russa - sposato e padre di tre figli - è andato al cantiere e armato si è subito recato negli uffici del responsabile della cava, Sorce, e del capo cantiere Grimaldi. Dopo una violenta discussione gli ha esploso contro diversi colpi d'arma da fuoco, uccidendoli. La Russa, che versava in gravi difficoltà economiche, li riteneva responsabili della sua condizione. Alla tragedia avrebbe assistito un collega delle vittime, rimasto sotto choc. Un altro dipendente della cava, il ragioniere dell'impresa che si trovava nei locali, è scampato alla furia di La Russa: l'uomo si è sentito male ed è stato trasportato in ospedale dai sanitari del 118. Poi l'omicida si è allontanato, visto da altri operai. .

Subito dopo si è rifugiato nella campagne di Trabia, dove è stato trovato dagli agenti del commissariato di Termini Imerese. Proprio in quella zona l'uomo ha una casetta. Davanti ai poliziotti La Russa si è mostrato freddo e ha indicato il posto dove aveva nascosto la pistola 9x21, detenuta legalmente, trovata all'interno di un armadietto nella sua casa di campagna. Non è ancora chiaro quanti colpi abbia sparato. A riconoscere l'omicida è stato il cognato che lavora nella cava. L'assassino è stato trasferito nei locali della squadra mobile di Palermo, dove viene interrogato dagli investigatori.

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In base alle testimonianze, l'ex dipendente diverse volte nelle ultime settimane si era presentato alla cava chiedendo di essere riassunto, ma la risposta era stata sempre negativa per il cattivo momento attraversato dall'impresa sequestrata e gestita dall'amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara, il legale coinvolto nell'inchiesta per corruzione che vede tra i protagonisti anche l'ex presidente della Sezione Misure di prevenzione, Silvana Saguto.

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