Cronaca

Beni confiscati, tre nuovi indagati "No comment" del procuratore Lari

Si allarga l'inchiesta e saltano fuori altri tre nomi. Si tratta di Tommaso Virga, ex membro togato del Csm ora indagato per induzione alla concussione, Lorenzo Chiaramonte, collega della Saguto indagato per abuso d'ufficio, e il pm Dario Scaletta per presunta rivelazione di segreto d'ufficio

La Procura nissena, titolare dell'inchiesta

Saltano fuori tre nuovi indagati sull’inchiesta relativa alla gestione dei beni confiscati. Nel mirino della Procura di Caltanissetta, come riporta il Messaggero, anche Tommaso Virga, ex membro togato del Consiglio superiore della magistratura e ora presidente di sezione, Lorenzo Chiaramonte, collega d’ufficio della Saguto, e il pm Dario Scaletta. Il primo è indagato per rivelazione di segreto d’ufficio, il secondo perché si ipotizza possa avere favorito un procedimento disciplinare che coinvolgeva la Saguto, mentre Chiaramonte perché non si sarebbe astenuto dalla decisione di affidare la gestione di beni per 10 milioni di euro sequestrati al boss Luigi Salerno nonostante l’amministratore designato fosse una persona a lui vicina. 

Tre nomi che si aggiungono a quelli del giudice Saguto, che ieri ha deciso di fare un passo indietro lasciando il suo incarico, dell’avvocato Gaetano Cappelano Seminara, titolare di uno studio a cui sono stati affidate diverse aziende sequestrate, e del marito del giudice, Lorenzo Caramma, che in passato avrebbe avuto rapporti di consulenza con il legale. Atti istruttori che - come ha spiegato la Procura nissena - sono stati compiuti per acquisire elementi di riscontro in ordine a fatti di corruzione, induzione, abuso d'ufficio, nonché delitti a questi strumentalmente o finalisticamente connessi. Un’inchiesta intricata che getta ombre sulla gestione dei beni confiscati alla mafia e per la quale servirà molto tempo per mettere la parola fine. Bocca cucita per il procuratore della Repubblica di Caltanissetta Sergio Lari, che ha dichiarato all’Ansa: “Notizia che è di fonte romana e non ho nulla da dichiarare”.

L’avvocato Cappellano Seminara, tramite una nota, ha voluto dire la sua su alcuni dettagli finiti sui giornali. "In relazione alle notizie riportate oggi da alcuni organi di stampa circa le indagini della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta, preciso di non avere mai organizzato direttamente, o tramite terzi, né di aver partecipato a feste di laurea del figlio della dottoressa Silvana Saguto, già presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo. In relazione all'altra illazione riferita ad altro figlio della della dottoressa Saguto di professione Chef, egli - prosegue l'avvocato - non ha mai lavorato né lavora presso la struttura alberghiera della mia famiglia e solo in qualità di 'visiting Chef' vi ha organizzato oltre due anni fa due serate”.

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