Nonno pretende l'affetto del nipote autistico e lo perseguita, condannato per stalking

Un anziano della Zisa avrebbe ignorato per anni il ragazzo disabile e ha deciso di riallacciare i rapporti solo dopo aver scoperto di avere un tumore. Pur di incontrarlo si sarebbe piazzato ogni giorno nell'androne e avrebbe anche insultato l'ex nuora: "La malattia di tuo figlio te la sei meritata”

Di quel nipote, che porta il suo stesso nome e che è affetto da una grave forma di autismo, il nonno si sarebbe disinteressato per anni, nonostante vivessero nello stesso palazzo, alla Zisa. Poi, però, quando più recentemente R. S., 81 anni, aveva scoperto di avere un tumore, improvvisamente avrebbe iniziato a pretendere – anche con atteggiamenti violenti e minacciosi – l’affetto del ragazzino, non esitando ad insultare la madre, sua ex nuora, a piazzarsi nell’androne dello stabile per controllare entrate ed uscite di mamma e figlio e provocando una tensione enorme e un turbamento profondo nel nipote. Adesso l’anziano è stato condannato per stalking nei confronti dei suoi parenti. Ha scelto il rito abbreviato e gli stono stati inflitti otto mesi dal gup Filippo Serio.

Quella al centro del processo non è dunque la “classica” storia di persecuzioni tra ex che si lasciano e si tormentano. Com’è emerso dalle indagini del commissariato Zisa-Borgo Nuovo, coordinate dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dal sostituto Maria Rosaria Perricone, il comportamento del nonno avrebbe determinato nelle presunte vittime (che sono parte civile con l’assistenza dell’avvocato David Grasso Castagnetta) un grave stato di ansia, costringendole a cambiare le loro abitudini di vita.

I rapporti famigliari si sarebbero complicati quando la madre del ragazzino disabile (che oggi ha 20 anni) si era separata dal marito, figlio dell’imputato, ma si era ritrovata comunque a vivere in una palazzina in cui abitano altri parenti dell’ex. Dalla rottura del matrimonio – secondo la denuncia della donna – anche il nonno avrebbe iniziato ad ignorare il nipote, arrivando persino a non salutare madre e figlio pur incorciandoli regolarmente. Quando nel 2017, dopo aver scoperto di essere affetto da un cancro, avrebbe chiesto alla ex nuora di riallacciare i rapporti col nipote, lei si sarebbe mostrata subito disponibile, convinta che questo potesse essere solo un bene per il figlio. L’anziano però avrebbe avuto modi estremamente bruschi e si sarebbe rifiutato, come suggerito dall’ex nuora, di riprendere i contatti col nipote autistico con l’assistenza di uno psicoterapeuta. E i risultati sarebbero stati drammatici, perché il giovane avrebbe iniziato ad aver paura del nonno e ad avere delle crisi solo a vederlo.

L’anziano si sarebbe piazzato nell’androne del palazzo cercando regolarmente di avvicinarsi al nipote, costringendo la madre – per evitare il turbamento del figlio – a uscire e rientrare soltanto se accompagnata da qualcuno o addirittura a non tornare nella sua abitazione per pranzo per evitare di incontrare l’ex suocero. R. S. non avrebbe accettato le difficoltà del ragazzino e non avrebbe capito che per riallacciare i rapporti sarebbero state necessarie tanta pazienza e delicatezza. Sarebbe arrivato ad insultato la ex nuora (“maleducata”, “vastasunazza”, “troia”), a rinfacciarle di non aver saputo crescere il nipote e persino a dirle: “Dio vede e provvede, la malattia di tuo figlio te la sei meritata”.

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Dal marzo del 2018 fino a pochi mesi fa, gli episodi di minaccia e violenza si sarebbero susseguiti quasi quotidianamente, tanto da minare la serenità del ragazzino e di sua madre. La donna avrebbe anche iniziato a temere per la sua incolumità e sarebbe stata così costretta a cambiare le sue abitudini. Un quadro che il giudice ha ritenuto pienamente provato così come l’accusa di stalking e a nulla è valsa per evitare la condanna la giustificazione dell’anziano che ha sostenuto di aver voluto solo riallacciare il rapporto con il nipote e ottenerne l’affetto. 

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