Scoperta rete di pedofili online, tariffario per foto e video: un adolescente dietro il business

Sono state eseguite 21 perquisizioni nei confronti di minori e adulti, controlli anche a Palermo. Scoperto il listino prezzi per prestazione. Fino a 50 euro per una videochiamata. Indagini partite dalla denuncia di due genitori

Un listino prezzi preciso: ogni immagine, videochiamata o chat aveva un costo definito in base a durata e oggetto della comunicazione. Scatti e video pedopornografici venivano scambiati così, come un servizio commerciale qualsiasi, su chat di messaggistica istantanea. Lo ha scoperto la polizia che ha smantellato una rete estesa in 12 regioni italiane con 17 province coinvolte tra cui Palermo (le altre sono Bari, Foggia, Roma, Monza Brianza, Varese, Cremona, Siena, Agrigento, Bologna, Fermo, Ascoli Piceno, Treviso, Chieti, Savona, Imperia e Torino).  L'operazione è stata denominata "Pay to see" ed è stata condotta dagli  investigatori della polizia postale di Bari e Foggia, coordinati dal Cncpo (Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online e protezione dei minori) del servizio polizia postale e delle comunicazioni. 

Sono state eseguite 21 perquisizioni nei confronti di minori e adulti per il reato di divulgazione di materiale pedopornografico. I provvedimenti sono stati emessi dal sostituto procuratore  Curione e dal sostituto procuratore Plotino, rispettivamente della Procura della Repubblica presso il Tribunale e della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari.

L’indagine è stata avviata dopo una segnalazione fatta dai  genitori di un’adolescente che, insospettiti dall’intenso utilizzo di alcuni social network da parte della figlia, hanno notato sul suo telefono la presenza di una chat in cui inviava immagini sessualmente esplicite. I genitori si sono rivolti agli investigatori della polizia postale di Foggia, i quali, dopo accertamenti sul dispositivo telefonico della minore, hanno accertato "la presenza di una chat su una nota piattaforma social, al cui interno si rinveniva una sorta di listino prezzi per prestazioni di carattere sessuale on line, con tariffe differenziate a seconda delle richieste".

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Dalle indagini è emersa la presenza di un preciso listino prezzi: "Videochiamata 45 minuti omaggio 10 foto 1 video e 3 dediche =40 euro”;  “Videochiamata 1 ora e mezza (se si vuole anche in vari orari) = 50 euro”; “Sexchat 45 minuti in cui faccio da schiava= 30 euro”; “10 foto dei piedini. Omaggio audio in cui dico porcate=10  euro”; “10 foto a scelta + video masturbazione. Omaggio audio in cui dico porcate = 20 euro”.

L’attività d’indagine ha permesso di identificare gli utenti che avevano effettuato i pagamenti per le prestazioni richieste, consentendo l’emissione da parte della locale autorità giudiziaria dei 21 decreti. "Tra i destinatari - spiegano gli inquirenti - figura un amico dell’adolescente, anch’egli minorenne, presunto ideatore del business, il quale, utilizzando l’account della ragazza, in cambio di piccole somme di denaro, si sostituiva a lei chattando con diversi utenti, a cui prometteva l’invio di materiale di natura sessuale in cambio di  corrispettivi in denaro".

Dall’attività svolta, che ha portato al sequestro di numerosi telefonini e computer, è emerso un quadro che gli investigatori definiscono "preoccupante" sul crescente utilizzo distorto dello strumento informatico "da parte di soggetti sempre più giovani, inconsapevoli della portata delle azioni compiute, fino a realizzare attività delittuose di allarmante gravità".

Sono in corso, da parte degli esperti della polizia postale, approfondite analisi di tutti i supporti sequestrati per "acquisire le prove informatiche e verificare il coinvolgimento di altri soggetti, nonché l’ambito di diffusione del fenomeno".

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