Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Festino di Santa Rosalia tra tradizione e novità: 3 mesi di eventi e carro realizzato dai detenuti

Sarà costruito all'Ucciardone e il tema scelto è l'inquietudine. Direttore artistico anche quest’anno sarà Lollo Franco, affiancato da Letizia Battaglia. Orlando: "La Santuzza è la patrona di tutti i palermitani, nessuno escluso”

La presentazione dell'edizione 2019 del Festino

Un carro costruito dai detenuti, un calendario di eventi che inizia ben prima del 14 luglio e un Festino che entra di diritto nella storia. Per la 395esima edizione dell'appuntamento più amato dai palermitani si pensa in grande. Intanto, perché per la prima volta in assoluto, il carro trionfale di Santa Rosalia che sfilerà lungo il Cassaro sarà realizzato grazie al contributo dei detenuti dell'istituto penitenziario più antico della città: l’Ucciardone. E poi perché mai prima d’ora la programmazione collaterale avrà inizio così in anticipo. Sarà il 30 marzo, alle 16, che si apriranno le danze proprio su quel Monte Pellegrino dove la santuzza si rifugiò. “Aspettando il festino” inizierà così con una visita guidata al Santuario con racconti, storie e misteri legali alla patrona della città. 

Nella realizzazione del carro, i detenuti dell’Ucciardone saranno aiutati dallo scenografo Fabrizio Lupo - che richiamerà gli antichi sgabelli borbonici - proprio all’interno della storica fortezza. Il carro, nei mesi che anticiperanno il Festino, sarà assemblato al di fuori delle mura carcerarie così da consentire ai passanti di vedere il work in progress. “Pensiamo che i detenuti possano essere risorse positive per la società - spiega Rita Barbera, direttrice dell’Ucciardone -. La detenzione può essere una risorsa di energie umane. L’apertura di un carcere è una richiesta di pacificazione tra chi compie i reati e chi da questi reati viene offeso. Per i detenuti è una forma di reinserimento. Stanno contribuendo a fare qualcosa di importante per la nostra città, per la nostra santa patrona”.

festino 2019_3-2Il tema scelto quest'anno è quello dell’inquietudine. “L’inquietudine è l’alternativa umana alla paura - spiega il sindaco Leoluca Orlando -. Quando non rispetta la persona umana, l’inquietudine si trasforma in paura. In questa struttura bisogna sconfiggere la paura con l’inquietudine. Il dubbio è legittimo. Ma la pena deve avere una funzione rieducativa che non può prescindere dal rispetto della persona umana. Per questo l’Ucciardone è Palermo, Palermo è l’Ucciardone. Santa Rosalia è la patrona di Palermo, di tutti i palermitani, dentro e fuori l’Ucciardone nessuno escluso”.

Direttore artistico anche quest’anno sarà Lollo Franco, un veterano del Festino, che insieme a Letizia Battaglia metterà in piedi la grande macchina organizzativa. “Ho circa vent’anni di collaborazione con i penitenziari - spiega Franco, coadiuvato dalla moglie Santina Pellitteri -. Ho iniziato nel 1988 con uno spettacolo che sul palco del Biondo vedeva dei detenuti nelle vesti di attori. Molti di quel periodo oggi fanno gli attori. Portano cognomi pesanti per questa città. Finita l’esperienza di Monte Pellegrino Festival durata 10 anni, dovevo inventarmi qualcosa di più importante. Pensai a un laboratorio teatrale con i detenuti. Dopo 20 anni realizzo un sogno. Oggi siamo a marzo e stiamo parlando del Festino, una delle feste barocche più importanti d’Europa”.

Al suo quinto festino da regista, Lollo Franco ricorda anche Pino Caruso, scomparso ieri, straordinario palermitano legato a doppia mandata al Festino della svolta, quello dei nostri giorni, a cui tutta la città assiste ancora oggi come fosse un vero e proprio kolossal. E come un kolossal, il Festino, lo sarà anche quest’anno. “Uno spettacolo a trecentosessanta grandi che entrerà nella storia - chiosa Franco -. Lavoro come volontario all’Ucciardone da anni. E vorrei sottolineare che non ho mai preso una lira. I miei festini sono stati fatti rimettendoci. Ma volete mettere l’orgoglio? L’orgoglio di vivere un momento di aggregazione come questo, insieme ai miei detenuti. Quest’anno trovato lo sgabello del detenuto fatto il carro di Santa Rosalia. Sgabelli perché ai carcerati non spetta la spalliera”.

Per quanto riguarda invece gli eventi che cadenzeranno i mesi prima del 14 luglio, oltre a quello del 30 marzo, altri quattro. Martedì 7 maggio alle 17.30 alla Cala, don Gaetano Ceravolo ricorda il giorno in cui la peste arrivò in città. Un anniversario sui generis che accoglierà l’arrivo al porto della nave dall’Africa carica del morbo pestilenziale. Giovedì 16 maggio,15.30, al Museo Pasqualino una giornata di studi a cura di Ignazio Buttitta sul significato dei simboli del sacro femminile nel culto di Rosalia. Si prosegue sabato 8 giugno alle 18, a Una marina di libri all’Orto Botanico, con “I detenuti raccontano “Rosalia”. Infine venerdì 5 luglio, al Parco Villa Pantelleria, arte, video, danza, musica, cultura e cibo per il “Festino in festa”, uno spettacolo itinerante a pochi giorni dal gong più atteso dell’anno. 

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