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Cronaca

Palestre e impianti fitness al collasso, in una lettera alla Regione 6 proposte per ripartire

L'appello dell'Anif Sicilia, l'associazione di categoria affiliata a Confindustria, dopo una riunione con federazioni ed associazioni sportive dell'Isola: "Il nostro è tra i settori più colpiti dall'emergenza sanitaria, servono subito dei sostegni economici concreti e una data certa per poter riavviare le attività"

E’ un settore al collasso quello delle palestre e dello sport dilettantistico, sicuramente tra i più colpiti dalla pandemia, con impianti costretti alla chiusura prima di altri per evitare la diffusione del contagio, ma ora in balìa dell'incertezza sulla possibilità di ripartire. E’ per questo che l’Anif, l’associazione nazionale dei gestori di impianti fitness e palestre affiliata a Confindustria, dopo aver raccolto il grido disperato delle realtà più rappresentative dello sport siciliano, ha deciso di scrivere alla Regione per ottenere un sostegno concreto e formulando per questo sei precise proposte

“Oggi più che mai viene riconosciuto il legame tra salute e pratica sportiva – dice il presidente regionale di Anif, Germano Bondì – quella di tutti i giorni e di tutti gli atleti, non soltanto di grandi campioni. Abbiamo pertanto tutti il dovere di impegnarci fattivamente per salvaguardare il diritto alla sport e alla salute delle famiglia siciliane”. E infatti l’hashtag dell’iniziativa è proprio #salviamolosport.

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Ieri si è tenuta una videoconferenza alla quale hanno partecipato enti di promozione sportiva (Libertas, Csen, Endas, Msp), federazioni sportive olimpiche (pallacanestro, canottaggio, tennis, canoa kayak, panathlon, badminton, ciclismo, rugby, sci nautico, danza sportiva) e paralimpiche (Firsdir e Finp), nonché l’Ufficio scolastico regionale di educazione fisica e sportiva. Tutti hanno manifestato le loro comuni preoccupazioni soprattutto per l’assenza di tempi chiari per la ripartenza delle attività, che nell’Isola coinvolgono quasi 250 mila tesserati. Naturalmente per tutti la sicurezza di istruttori e atleti è una priorità, ma servono aiuti concreti. Da qui la lettera alla Regione.

Le richieste sono le seguenti: rimpinguare i fondi regionali destinati allo sport “da sempre insufficienti alle reali necessità”; concedere, con procedure snelle e semplificate, spazi pubblici per poter svolgere allenamenti all’esterno; istituire un fondo di ripartenza regionale per far fronte alle spese correnti necessarie agli adeguamenti strutturali imposti dall’emergenza sanitaria e a quelle sostenute durante il periodo di fermo, con contributi da calibrare in base al numero di praticanti e collaboratori per ciascuna associazione o società; integrare i fondi nazionali per il sostegno dei collaboratori del mondo sportivo "ad oggi insufficienti"; istituire un fondo di garanzia per finanziamenti, a condizioni agevolate, mirati all’innovazione tecnologica, all’efficienza energetica e al rinnovo degli impianti e delle attrezzature per riuscire a contenere i futuri costi di gestione in un’ottica di contrazione dei ricavi; infine, prevedere un contributo alle famiglie disagiate per garantire il diritto allo sport alle fasce più deboli e bisognose (giovani e anziani).

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