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Il punto vendita di via Maqueda

Il punto vendita di via Maqueda

Flaccovio, chiudono due punti vendita in centro

L'annuncio ai dipendenti è stato dato qualche giorno fa dall'amministratore Sergio Flaccovio. Preoccupanti le statistiche in questo settore della carta stampa. I sindacati: "Tuteliamo i lavoratori"

La crisi investe ancora il mondo della carta stampa. Chiudono le librerie di via Ruggero Settimo e via Maqueda della storica catena palermitana Flaccovio. Si va verso la liquidazione e la cessazione delle attività. L'annuncio ai dipendenti è stato dato qualche giorno fa dall'amministratore e legali rappresentante Sergio Flaccovio. I lavoratori dei due punti vendita saranno inseriti in cassa integrazione sino al 30 giugno. Preoccupazione dei sindacati "A rischio decine di livelli occupazione", spiega Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani.

In un mondo sempre più di corsa, dove la tecnologia va soppiantando giorno per giorno le vecchie abitudini, il mercato del libro si trova costretto ad affrontare viso a viso la crisi. Una potenziale svolta? Il passaggio al digitale, nonostante non riesca a regalare le stesse emozioni della "china" su carta. "Assistiamo da anni ad una rivoluzione nel mondo dell'editoria e del libro, con l'avvento degli ebook e l'informatizzazione della lettura - ha spiegato Sergio Flaccovio a Repubblica Palermo - Anche il libro scolastico sta scomparendo e certamente non hanno aiutato lo sbarco in centro di grandi gruppi come Mondadori e Feltrinelli. Ecco perché questo è un passaggio doloroso ma obbligato per rilanciare gli utili e scommettere sulle nuove tecnologie". Stando ai dati pubblicati lo scorso maggio dall'Istat, nel 2011, poco meno di 26 milioni di italiani (di 6 anni o più) hanno dichiarato di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali, registrando una flessione rispetto al 2010, dal 46% al 45.3%. E in Italia, chi legge, lo fa comunque poco. Quasi un lettore su due (45.6%) non è andato oltre i 3 libri in 12 mesi.

Le prime avvisaglie negative per la casa editrice palermitana sono arrivate nel 2008, quando gli incassi sono calati del 6%, con ulteriori cali 21% nel 2010 e del 15% nel 2011. Poi, nel 2012, la chiusura delle librerie di piazza Vittorio Emanuele Orlando e via Basile. Dopo oltre 70 anni di attività, il rischio è che questi locali non vedano più la luce, lasciando aperti solo i punti vendita dell'aeroporto Falcone-Borsellino e del centro commerciale Forum, nonché la casa editrice. Allarmati i sindacati che chiedono chiarimenti circa i percorsi da intraprendere a garanzia dei lavoratori coinvolti. "Comprendiamo il momento di crisi che attraversa l'azienda - ha spiegato Monja Caiolo, segretario generale della Filcams Cgil - ma i lavoratori non hanno ancora ricevuto l'ultimo stipendio. Potremmo essere d'accordo su un'eventuale rateizzazione delle liquidazioni, solo se distribuita su un breve arco temporale". Sulle saracinesche delle due librerie compare il cartello "chiusura per rinnovo locali", ma l'epilogo della storia pare possa non essere questo.

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