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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca Brancaccio

Caro bollette, la rivolta del Centro Padre Nostro: "Aumenti del 300%, rischiamo di chiudere"

L'ente che assiste le fasce più deboli della popolazione documenta con le fatture le sue difficoltà: "Rispetto all'anno scorso l'aumento è stato insostenibile. Se il governo entro settembre non troverà una soluzione saremo al collasso anche noi e dovremo licenziare 13 dipendenti"

Non solo artigiani, piccole e medie imprese: il caro energia e il conseguente aumento vertiginoso delle bollette rischia di far finire sul lastrico e di portare alla chiusura anche gli enti del terzo settore e le onlus. A lanciare l'allarme è il Centro di accoglienza Padre Nostro, fondato dal Beato Pino Puglisi: "Se entro la fine di settembre il governo non troverà una soluzione - dicono - saremo costretti a chiudere numerose sedi della città, con il conseguente licenziamento di 13 dipendenti, e l'impossibilità di offrire dunque il nostro sostegno e i nostri servizi alle fasce sociali più deboli".

Il Centro documenta con le bollette della luce le proprie difficoltà: "Anche noi, come hanno fatto alcuni imprenditori, vogliamo pubblicare le bollette che ci sono pervenute per la fornitura relativa al solo mese di luglio 2022 e che ammontano complessivamente a 6.823,24 euro, a fronte di un importo di 3.640,86 euro del mese di giugno dello stesso anno. Mentre per il mese di luglio 2021, l'importo era stato di 1.706,41 euro. C'è stato quindi un rincaro del 300%. Considerato inoltre che a queste spese vanno aggiunte le bollette del gas e dell'acqua delle rispettive sedi di servizio...".

"Oltre ad aggiungere la nostra voce al coro degli imprenditori - concludono - vogliamo che ci si renda conto che se un ente come il Centro Padre Nostro dovesse chiudere, il danno sarà duplice: la perdita occupazionale e l'aumento della disperazione degli ultimi".

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