Resti di animali e copertoni tra i rifiuti, la Regione bacchetta la Rap: "Più attenzione"

Sotto accusa la lavorazione dei rifiuti a Bellolampo, poca cernita dei materiali immessi nel Tmb. Norata chiede deroghe, l'assessorato all'Energia risponde picche e invita l'azienda a potenziare il trattamento. Domani ripartono i conferimenti a Lentini, lunedì anche a Motta

Foto archivio

"Maggiore attenzione ai rifiuti in uscita da Bellolampo". E' quanto chiede la Regione alla Rap dopo che i gestori privati delle discariche di Motta Sant'Anastasia e Lentini hanno respinto i tir provenienti da Palermo. Da un lato le analisi dell'Arpa Sicilia hanno escluso parametri fuori norma nei rifiuti "lavorati" a Bellolampo; dall'altro lato i gestori privati sostengono che il trattamento effettuato dalla Rap non sia dei migliori.

Troppo alta la percentuale di umido (secondo l'Ispra non dovrebbe superare il 15%) e poca cernita prima che i rifiuti vengano immessi nel Tmb. Tant'è che a Motta e Lentini nei giorni scorsi pare sia arrivato di tutto: resti di animali, copertoni, bombole... Roba visibile anche ad occhio nudo. Oikos e Sicula Trasporti lo hanno detto a chiare note durante il lungo vertice tenutosi ieri fino a sera inoltrata al dipartimento regionale Acque e rifiuti.

La Rap non ci sta: "Le nuove analisi fatte oggi da Arpa e Noe - riferisce l'amministratore unico di Rap Giuseppe Norata - hanno rilevato una presenza di orgnico al 11,8 %, quindi ampiamente entro i limiti consentiti. Inoltre è stata confermata la regolarità del trattamento del nostro Tmb. In considerazione dei controlli effettuati sui rifiuti, ripartirà immediatamente il trasporto e il conferimento presso le discariche di Lentini e Motta. Da domani partiranno i primi tir per la Sicula Trasporti, mentre Oikos ha dato la disponibilità soltanto da lunedì. Nonostante la conferma della correttezza del nostro operato, la Rap farà un ulteriore sforzo per fare ulteriori controlli ed interventi a garanzia della qualità dei rifiuti in uscita dall'impianto".

Permane dunque il braccio di ferro tra i privati e il Comune di Palermo. Però le parole dell'assessore comunale all'Ambiente Giusto Catania, che aveva parlato di "accanimento contro il servizio pubblico" e "situazioni incredibili", oggi stonano un po' rispetto alla ricostruzione dei fatti. Anche se, a onor del vero, non si può negare che in questa ennesima emergenza le discariche private abbiano il coltello dalla parte del manico. E non si può negare nemmeno che ci siano state delle anomalie: ad esempio le discrasie sui pareri emessi da alcune agenzie regionali (leggasi Arpa). Se però uno come l'assessore regionale all'Energia Alberto Pierobon - il cui operato è stato apprezzato tanto dal sindaco Leoluca Orlando quanto dal presidente della commissione Antimafia Claudio Fava - invita la Rap a prestare più attenzione, allora qualche cosa che non va c'è.

E va rintracciato anche nel lavoro fatto a Bellolampo dalla Rap, dove qualche dipendente non va proprio per il sottile e gli impianti in funzione non sono efficientissimi. Non a caso da domani la Rap potenzierà il trattamento rifiuti con un Tmb mobile e sta riparando un altro tritovagliatore. E, sempre su indicazione della Regione, dovrà individuare un’area per effettuare la cernita del materiale. "Dobbiamo eliminare qualsiasi alibi - affermaCatania - se necessario aumentando i controlli sulla qualità del lavoro del Tmb, cosicché nessuno abbia elementi da eccepire sull'affidabilità dell'impianto pubblico e per bloccare o ritardare un lavoro che è già complesso".

Restano i problemi del Tmb fisso, che negli anni avrebbe avuto bisogno di più manutenzione ordinaria. Malgrado le difficoltà, comunque, non ci sarebbe il rischio che in città la raccolta dell'immondizia possa interrompersi. Nei prossimi giorni la Rap dovrà fornire anche un cronoprogramma settimanale dei rifiuti smaltiti. A Bellolampo ce ne sono ancora 30 mila tonnellate stoccati nei piazzali e ogni giorno di mancato smaltimento questa quantità aumenta di circa mille tonnellate. Il sindaco Orlando è convinto che Rap "possa superare un momento di innegabile crisi, causata da diversi fattori interni ed esterni. La Rap prosegua il suo lavoro con la professionalità che la contraddistingue".

Norata incassa e, per uscire dall'emergenza, auspica che possano esserci delle deroghe. "Nessuna deroga" fanno sapere da viale Campania, dove l'assessore Pierobon ha scelto la strada di discontinuità rispetto ai governi regionali del passato che avevano fatto diventare ordinarietà le eccezioni. "La Rap rispetti le ordinanze del Comune - dice l’assessore regionale all’Energia - le disposizioni dell’amministrazione locale dovrebbero consentire nel giro di alcuni mesi di ritornare a una situazione di normalità, ma non possiamo consentire altri passi falsi. Serve maggiore attenzione al rifiuto in uscita, da un primo esame visivo è possibile già rilevare la presenza di materiali che verrebbero respinti dai siti di destinazione. Ogni viaggio dei camion senza esito rappresenta una spesa a vuoto e giorni di lavoro gettati al vento. All’inizio della prossima settimana convocheremo un altro tavolo pensando anche alla raccolta differenziata e agli altri interventi necessari". 

Sull'emergenza Bellolampo interviene anche il deputato regionale Vincenzo Figuccia (Udc), che da giorni porta avanti l'idea della chiusura di Bellolampo. "Oggi ci troviamo davanti ad una vera e propria bomba ecologica pronta ad esplodere sulla nostra testa: un pericolo che non ammette silenzi omertosi e che mi spinge a chiedere con forza la chiusura di Bellolampo nell'interesse dei miei concittadini. Perché Orlando si volta dall'altra parte rispetto alla possibilità di impianti alternativi e nuove tecnologie? Ho già chiesto la convocazione in commissione Antimafia all'Ars dei comitati cittadini per la tutela ambientale che operano nei quartieri limitrofi di Passo di Rigano, Baida, Cep e San Lorenzo e altresì di quelli dei comuni di Torretta, Cinisi e Capaci. Lancerò un referendum per chiedere ai cittadini di esprimersi sulla situazione della discarica. Basta con le chiacchiere, l'indifferenza istituzionale e l'ipocrisia".

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