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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca

Timbrava il cartellino ma poi andava in giro al posto di lavorare: condannato operaio della Rap

La sentenza della Cassazione per un dipendente dell'ex municipalizzata che era stato perdinato dalla guardia di finanza nel febbraio del 2015. Così era venuto fuori che l'uomo pur risultando in servizio, in realtà si trovava ben lontano dal suo posto di lavoro

Timbrava il cartellino, ma poi, al posto di andare a lavorare, se n'andava in giro. Un operaio della Rap, Rosario Di Fatta, è stato per questo condannato in via definitiva a un anno e tre mesi. La quinta sezione della Cassazione, presieduta da Rossella Catena, ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato e lo ha anche condannato a versare 3 mila euro alla Cassa delle ammende.

Gli episodi contestati a Di Fatta risalgono al 19 e al 20 febbraio del 2015. La guardia di finanza lo aveva seguito e pedinato, scoprendo che l'imputato - pur risultando presente in azienda - in realtà era ben lontano dal posto di lavoro. Da qui l'inchiesta e poi il processo.

Di Fatta era stato condannato in primo grado ad ottobre del 2020 e la pena di un anno e tre mesi era stata poi confermata anche dalla Corte d'Appello, ad ottobre dell'anno scorso. Adesso la sentenza definitiva della Cassazione.

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