Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Amat in subbuglio, si rompe il tavolo sindacale: "No ad avanzamenti di carriera"

Lo stop arriva da Concetta Amella, consigliere comunale del M5S: "Triste dover constatare che i vertici dell'azienda si siano prestati a giochi e favoritismi". Cobas, Ugl, Cisal e Orsa accusano la triplice: "Nessuna scorciatoia"

Un bus dell'Amat

"No ad avanzamenti di carriera all'Amat". Lo stop arriva da Concetta Amella, consigliere comunale del M5S, che prende la parola dopo la rottura del tavolo sindacale. "Nel corso del tavolo di trattativa tenutosi ieri pomeriggio con l'azienda - riferisce - tre sindacati  hanno tentato di ottenere un avanzamento di carriera per 90 collaboratori d'esercizio, fra i quali, non a caso, proprio alcuni sindacalisti della triplice. Di fronte a tale tentativo di forzare la mano ed aggirare la più corretta prassi del concorso interno, altre sigle sindacali indipendenti si sono rifiutate di firmare ed avallare tale operazione".

"Ad onta delle parole e delle smentite proferite dal presidente dell'Amat Antonio Gristina nel corso di una accesa audizione tenutasi in commissione Partecipate ieri mattina - prosegue Amella - il sospetto che siano stati posti in essere dei tentativi di avanzamento di carriera con modalità arbitrarie e senza un'adeguata copertura finanziaria si è rivelato del tutto fondato e consistente. E ciò nonostante gli acclarati ed evidenti problemi di dissesto finanziario dell'Amat, in totale spregio della legge Madia e del codice etico di Amat, che considera l'imparzialità di trattamento un valore fondamentale nell'ambito di ogni relazione sia interna che esterna, e dei paletti posti dall'anticorruzione".

"Anziché ridurre lo squilibrio economico e le difficoltà gestionali creati dalla distanza fra il valore della produzione e i costi necessari per la realizzazione delle attività obbligate - conclude l'esponente dei pentastellati, che fa parte della commissione consiliare Aziende - è triste dover constatare che i vertici dell'Amat sembra che si siano prestati a giochi e favoritismi la cui unica conseguenza non può che essere il peggioramento del bilancio e dei conti di gestione".

Cobas, Ugl, Cisal e Orsa accusano Cgil, Cisl e Uil di "virtuosismi da circo o scorciatoie" e in un volantino affermano: "Questi metodi non ci appartengono, c'è solo una strada: fare regolari concorsi interni. Abbiamo già inviato al Cda, al sindaco e al Consiglio comunale una lettera di diffida su ipotetici avanzamenti di carriera, cambio dei profili professionali e attribuzioni di mansioni superiori”.

"Il presidente dell'Amat ha già detto in commissione Aziende - dice il presidente Paolo Caracausi (Idv) - che non c'è stata e non ci sarà alcuna progressione professionale per il personale della società. Un chiarimento esaustivo che rende superflua e incomprensibile la presa di posizione del Movimento 5 Stelle, che evidentemente ha le idee poco chiare in merito. Al di là degli scontri fra sindacati, la realtà è che le progressioni non sono avvenute e quindi ogni polemica appare fuori luogo".

Il presidente Amat: "Nessun avanzamento dal 2005 a oggi"

Questa azienda è costretta ancora una volta - dichiara a PalermoToday il presidente dell’Amat, Antonio Gristina - e in questo caso a poche ore di distanza da un preciso chiarimento offerto al consigliere Amella nel corso della seduta della terza commissione, a precisare che in tema di gestione aziendale la società Amat segue pedissequamente le disposizioni di legge e i regolamenti in vigore e, segnatamente, il Testo unico sulle società partecipate (legge Madia) evocato dal consigliere. Giova a tal proposito far rilevare che Amat Palermo spa, in un quadro di costante riduzione dei costi di funzionamento e del personale, non ha effettuato - a tutt’oggi e fin dal 2005 - alcun avanzamento di carriera ben consapevoli del fatto che la deroga discrezione delle norme non è consentita. Spiace che soggetti, che dovrebbero occuparsi della regolazione del trasporto pubblico urbano di cui necessita la cittadinanza, si prestino invece a interventi sulla gestione aziendale, dando eco a illazioni prive di fondamento che continuano a descriverci come figure nelle quali non ci riconosciamo. 

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