La Cassazione respinge il ricorso, confermati i domiciliari per Zamparini: "Una vergogna"

Era stato il tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo il ricorso della Procura, a disporre la misura cautelare, che adesso è eseguibile. L'ex patron del Palermo calcio è accusato di falso in bilancio e autoriciclaggio: "Compassione verso chi mi ha fatto e sta facendo male"

Maurizio Zamparini - foto Ansa

La Corte di Cassazione, dopo una lunghissima camera di consiglio, ha respinto il ricorso contro il provvedimento di arresti domiciliari disposto dai giudici di Palermo per Maurizio Zamparini. L'ex patron del Palermo calcio è accusato tra l'altro di falso in bilancio e autoriciclaggio. La misura cautelare è adesso eseguibile. La guardia di finanza fa sapere che Zamparini è stato rintracciato a Udine, in giro per la città, e lì gli è stato notificato il provvedimento.

"Questa resterà una storia di vergogna per una città che così ha corrisposto la passione e l'amore che ho dato assieme ai miei soldi regalati e profusi per i rosanero". Ha detto all'Ansa Zamparini. "Questo è il mio unico pensiero - prosegue - con molta compassione verso chi mi ha fatto e sta facendo male".

La nota della società

"L’U.S. Città di Palermo - si legge in un comunicato ufficiale - prende atto della sentenza della Corte di Cassazione che riguarda la Società che, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla Procura verso l'U.S. Città di Palermo S.p.A., ha definitivamente escluso la ricorrenza dei reati di atti fraudolenti per il pagamento dei debiti fiscali e di autoriciclaggio, presupposto sia della responsabilità diretta della Società sia del sequestro già annullato dal Tribunale del Riesame. Questi provvedimenti quindi escludono la possibilità di ripercussioni economiche e penali dirette sulla Società a seguito delle indagini sulla precedente gestione. L’U.S. Città di Palermo, prendendo atto del provvedimento della Corte di Cassazione a carico dell’ex Presidente e proprietario del Club, esprime il proprio dispiacere per le conseguenze personali che comportano. Nel contempo l’attuale dirigenza - conclude il comunicato - esprime la massima attenzione per il lavoro della magistratura assicurando la più ampia collaborazione nell’ambito delle attività conseguenti alla odierna notizia e confida che, all’esito dell’indagine giudiziaria nel rispetto dei tempi necessari, risulterà confermata la correttezza del proprio operato".

La vicenda giudiziaria

Lo scorso ottobre era stato il tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo il ricorso della Procura, a disporre i domiciliari per l'imprenditore. L'inchiesta è coordinata dai pm Dario Scaletta e Francesca Dessì, dall'aggiunto Salvo de Luca e dal procuratore Francesco Lo Voi. L'arresto era stato rigettato a inizio estate dal gip Fabrizio Anfuso. Il provvedimento non è stato esecutivo fino alla pronuncia della Cassazione.

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"Faremo ricorso in Cassazione - aveva detto Zamparini - e verrà dimostrata da prove lampanti l’inconsistenza di tutte le accuse indiziarie. Ho incaricato i miei legali di Londra di portare il mio caso, per quanto sta accadendo con la Procura di Palermo, davanti al Tribunale Internazionale dei Diritti dell'Uomo. Non richiederò danni, ma la tutela della mia immagine di uomo profondamente onesto e lontano mille miglia dai reati che vengono ipotizzati". Oggi la pronuncia dei giudici.

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