Venerdì, 14 Maggio 2021
Elezioni comunali 2012

Faraone denuncia: “Per vincere vogliono discriminare gli immigrati”

Il candidato sindaco: "Dopo i soldi del Pd alla Borsellino, il 'Soviet Supremo' vuole schedare gli immigrati prima di farli votare alle primarie"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Prima i soldi del Pd alla Borsellino, ora la schedatura degli immigrati. Chissà domani cosa s’inventeranno per vincere a tavolino: magari rileveranno le impronte digitali di chi ha deciso di votare per me”. Lo dice Davide Faraone, candidato sindaco alle Primarie del 4 marzo che aggiunge: “Stanno confezionando primarie ad personam e io mi sento sempre di più come Davide contro Golia”.

“Il comitato delle Primarie palermitane - sottolinea - è ormai una sorta di 'Soviet Supremo', un organismo monocolore con un candidato unico nel quale il mio rappresentante ha solo diritto di parola e non di voto. Un comitato centrale che ha scientificamente deciso di trasformare la consultazione da confronto ampio e partecipato in Primarie blindate e discriminatorie. Perché dopo lo scandalo dei finanziamenti a un solo candidato, domani pomeriggio Pd, Sel e Idv, Fds e Verdi vogliono approvare una norma alla ‘Bossi-Fini’ che prevede la “schedatura” preventiva degli immigrati con permesso di soggiorno per partecipare alle Primarie del 4 marzo. Una postilla unica in tutta Italia: nè, infatti, a Milano due anni fa, né a Genova l’altra volta si è fatto così”.

“La verità - commenta Faraone - è che con questo doppio passaggio vogliono scoraggiare la partecipazione di comunità di stranieri che si sono già espressi a mio favore. Penso alla comunità ghanese e a quella Tamil che sono intervenute sabato al Golden e che stanno dalla mia parte per le mie idee e perché in questi anni mi sono battuto per riconoscergli il diritto a partecipare alla vita pubblica. Proprio un anno fa, infatti, all’Ars è passato un mio emendamento nella nuova legge elettorale che obbliga i comuni a costituire le consulte degli immigrati entro 90 giorni dall’insediamento. Veri e propri parlamentini che consentono agli immigrati regolari di partecipare alla vita politica e sociale della comunità in cui vivono. La legge prevede anche che, in caso di mancata istituzione della consulta, il comune inadempiente sia commissariato dalla regione”. “Tutto ciò - conclude - è intollerabile oltre che incivile. Ma noi andiamo avanti perché la loro paura di perdere è segno che siamo sulla buona strada e il 4 marzo il nostro coraggio e la nostra libertà verranno premiati”.
 

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