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"Colpa non grave per le promozioni", assolti in appello vertici Seus

La sezione giurisdizionale d'Appello della Corte dei Conti ha ribaltato la sentenza di primo grado. Oggetto del contendere gli avanzamenti di carriera avvenuti tra il novembre 2010 e il febbraio 2011, poi revocati dal Consiglio di gestione nel 2014

La sezione giurisdizionale d'Appello della Corte dei Conti per la Regione Siciliana ha assolto Gaetano Bonfiglio, presidente del consiglio di gestione della Seus; Salvatore Geraci e Michele Battaglia, componenti del consiglio di gestione Seus; Maurizio Guizzardi e Bernardo Alagna, componenti del Consiglio di sorveglianza della società; e Giorgio Maria Vinciguerra, direttore generale. Agli imputati era stata addebitata "la responsabilità per il danno erariale cagionato alla Seus per l'illeicità della condotta consistita nel disporre le progressioni verticali di alcuni dipendenti".

Oggetto del contendere le promozioni avvenute tra il novembre 2010 e il febbraio 2011, poi revocate dal Consiglio di gestione durante l'adunanza del 14 gennaio 2014, parallelamente all'intervento della Procura della Corte dei conti.

Riformando la sentenza di primo grado, che aveva condannato tutti gli imputati, il giudice di appello ha ritenuto "di valorizzare la non gravità della loro colpa in relazione al poco chiaro orientamento giurisprudenziale del tempo circa l'equiparazione delle progressioni verticali con le nuove assunzioni, queste ultime espressamente vietate". La sentenza è stata emessa dal presidente Giovanni Coppola, relatore il consigliere Guido Petrigni. 

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