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Nicolò Regina, la mente della gang, arrestato dalla Finanza

Nicolò Regina, la mente della gang, arrestato dalla Finanza

Falsi contratti Enel, bollette fasulle per 150 vittime: 4 anni al mago della truffa

La banda - che operava sotto il sole delle Canarie - ha frodato circa 2 milioni di euro con contratti stipulati a nome di società fantasma. La mente era Nicolò Regina: condannate a 2 anni e 4 mesi di reclusione anche madre, sorella e moglie

I clienti avrebbero pagato le bollette della corrente, convinti di aver lasciato l’Enel e di essere passati con una società tedesca. I soldi – circa un milione e mezzo – sarebbero però finiti nelle tasche di quattro presunti truffatori, che adesso sono stati condannati: l’azienda straniera di cui avrebbero raccontato di essere rappresentanti in Sicilia non sarebbe infatti mai esistita.

Il gup Vittorio Alcamo ha così inflitto, col rito abbreviato, quattro anni di reclusione a Nicolò Regina, e due anni e quattro mesi ciascuna alla moglie, Veronica Rosa, alla sorella, Carmela Regina, ed alla madre, Anna Giammarinaro. Nel processo, l’Enel – che avrebbe continuato a fornire energia elettrica a clienti che pagavano invece la presunta banda – si è costituita parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Massimo Motisi: il giudice ha disposto che il danno patito dall’azienda venga quantificato in sede civile.

ENEL, LA GRANDE TRUFFA: LE IMMAGINI DELL'OPERAZIONE

Regina e le sue parenti vennero arrestati a maggio del 2015 dalla guardia di finanza. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Teresa Maligno e durata sei mesi, era partita dalla denuncia di un imprenditore e poi anche da quella dell’Enel. Circa 150 persone, soprattutto imprenditori (titolari di bar, ristoranti, centri sportivi piuttosto noti in città) ed artigiani, sarebbero cascati nella trappola. Tutti sarebbero stati contattati da una fantomatica azienda tedesca che avrebbe proposto loro di cambiare gestore per ottenere una riduzione del 30 per cento dei costi della bolletta elettrica.

La presunta banda avrebbe operato da Tenerife, dove Regina e la moglie si erano trasferiti, inviando anche bollette fasulle. Il distacco dall’Enel, per i 150 malcapitati, in realtà non sarebbe mai avvenuto: così da una parte i clienti avrebbero pagato il conto a Regina e famiglia, ma dall’altra, l’Enel si sarebbe ritrovata con decine di utenti morosi.
 

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