Ricette taroccate e codici sdoppiati, così il laboratorio di analisi ha truffato l'Asp

I retroscena dell'inchiesta sul centro "Interlab" di via Alagna al quale sono stati sequestrati quasi 300 mila euro. La guardia di finanza ha trovato un file con le combinazioni da utilizzare per far lievitare indebitamente i rimborsi. I medici costretti dagli indagati a cambiare le ricette

Il laboratorio di analisi "Interlab" di via Alagna

I codici degli esami da fare nel laboratorio di analisi sarebbero stati come delle formule magiche: sarebbe bastato cambiarli o sdoppiarli, infatti, per incassare cifre ben più elevate di quelle previste dalla convenzione con l'Asp. E' così che, secondo il procuratore aggiunto Sergio Demontis e il sostituto Andrea Zoppi, il centro "Interlab" di via Alagna, una traversa di via Messina Marine, sarebbe riuscito a truffare l'azienda sanitaria e la Regione, facendosi rimborsare quasi 300 mila euro (292.610,29 euro, che sono stati sequestrati), tra marzo del 2014 e febbraio del 2018. I titolari del laboratorio, Antonia Dolce Dolce e suo figlio Gabriele Caracciolo - che sono stati sospesi per un anno dall'attività d'impresa - avrebbero persino costretto i medici a rifare le ricette con i codici da loro indicati.

Le analisi sdoppiate con più codici

L'inchiesta - come emerge dall'ordinanza del gip Lirio Conti - è nata dalla denuncia di due dirigenti dell'Asp, che avrebbero notato l'uso improprio dei codici legati alle prestazioni, in particolare gli esami per la ricerca del papillomavirus, ma anche di altre infezioni. Dagli accertamenti è poi emerso che "Interlab" avrebbe chiesto rimborsi per un numero maggiore di prestazioni e con un costo medio a ricetta più elevato di altri laboratori. Per il papillomavirus, ad esempio, gli inquirenti ritengono che anziché ricorrere ad un'unica analisi dal costo di 155,97 euro, il laboratorio ne avebbe invece indicate due, incassando il doppio, 317,10 euro. Con questo semplice trucco, solo nel 2015, la struttura sarebbe riuscita ad incassare indebitamente 34.297,62 euro.

In quattro anni quasi 800 ricette taroccate

La guardia di finanza ha controllato anno per anno la regolarità dei rimborsi ottenuti da Dolce Dolce e dal figlio. Nel 2014 sono 180 le ricette contestate dagli inquirenti per un totale di 120.158,87 euro; nel 2015, le somme percepite indebitamente da "Interlab" ammonterebbero a 84.071,36 euro (205 ricette contestate); nel 2016 a 79.922,24 euro (230 ricette contestate) e nel 2017 a 8.457,84 euro (150 ricette contesate).

I medici: "I pazienti tornavano e chiedevano di cambiare i codici"

Gli indagati sarebbero stati particolarmente abili per mettere a segno l'imbroglio: "Interlab - dicono gli inquirenti - ha indicato in modo diretto o tramite i pazienti i codici/prestazioni da specificare nelle ricette mediche, a volte persino inducendo i medici a rettificare quanto correttamente indicato nella prima versione delle stesse, al fine di far indicare i codici per prestazioni non congrui". Durante le indagini sono stati sentiti alcuni di questi medici. Uno di loro ha riferito: "Io ho compilato una ricetta (...) La paziente qualche giorno dopo è ritornata (...) dicendomi che a detta del laboratorio presso cui si era recata, la ricetta con le prescrizioni da me indicate non erano corrette e mi ha esibito un foglio di carta con dei codici e le relative descrizioni. A quel punto ho prescritto una ricetta riportando i codici che mi aveva dato il paziente".

Testimonianza simile a quella di un altro dottore: "Il mio assistito è tornato nel mio studio medico portando con sé un appunto, fornitogli dal laboratorio di analisi presso cui si era recato per effettuare l'esame prescritto, in cui vi erano indicati i codici previsti dal nomenclatore regionale, la dizione delle prestazioni e la quantità da indicare in una nuova ricetta, a correzione e sostituzione di quella precedentemente da me stilata a mano, in quanto il laboratorio l'ha ritenuta non idonea e non conforme al nomenclatore regionale".

Il file con le combinazioni da utilizzare per la truffa

Dopo aver sentito i dipendenti del laboratorio di analisi, sarebbe emerso che una biologa un tempo impiegata da "Interlab" avrebbe elaborato le combinazioni di codici, ricavandoli dal nomenclatore regionale, per i vari esami, in modo da poter truffare la Regione. La donna ha però negato questa circostanza, affermando invece che sarebbe stata Dolce Dolce ad occuparsi di questo aspetto. I finanzieri si sono messi alla ricerca di questo presunto memorandum e su una scheda di memoria avrebbero trovato in una cartella denominata "Notebook Accettazione", un file "Elenco esami" in cui sarebbero riportate alcune prestazioni, distinte per tipologie di esami, con i rispettivi codici numerici, quantità, diciture letterali e importi totali. 

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