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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Antimafia, accesso vietato ai giornalisti: protesta l’Unione cronisti

La chiusura disposta da Messineo: dal 13 febbraio “per ragioni di sicurezza” off limits l’area che ospita i magistrati della dda, gli aggiunti e il procuratore. “Si vuol impedire ai giornalisti di svolgere il proprio compito”

Per motivi di sicurezza da giovedì 13 febbraio non sarà possibile accedere all'area della procura di Palermo che ospita i magistrati della dda, gli aggiunti e il procuratore: lo ha disposto lo stesso capo dei pm Francesco Messineo con una circolare inviata oggi ai sostituti. Il divieto riguarda anche i giornalisti. L'accesso all'area chiusa sarà concesso solo al personale - magistrati e amministrativi- e agli avvocati e alle forze dell'ordine che - scrive il procuratore - "abbiano necessità di accedervi per motivi connessi alla loro funzione”. L'ingresso, nei casi consentiti sarà possibile solo dalla porta principale, mentre quella interna, che dà sulle scale, resterà chiusa e presidiata dalle forze dell'ordine.

"La chiusura anche ai giornalisti di una parte degli uffici della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, non risponde ad altra logica che a quella di tentare di impedire ai cronisti di svolgere il proprio, fondamentale compito di informare l'opinione pubblica". Lo affermano, in una nota congiunta, l'Ordine dei giornalisti di Sicilia e l'Associazione siciliana della Stampa”.

“Ma anche i cronisti - sottolineano Ordine e Assostampa - vanno in Procura esclusivamente "per motivi connessi alla loro funzione" e nei loro confronti le sacrosante esigenze di sicurezza possono essere tutelate, al più, verificandone l'appartenenza all'Ordine, senza la necessità che essi debbano indicare da chi intendano andare e senza che debbano chiederne il permesso.

“Questo provvedimento - si rileva nella nota - non appare infatti motivato né sotto il profilo della sicurezza, a meno che i giornalisti non si vogliano accomunare ai molestatori, né sotto l'aspetto pratico, dato che la Procura è divisa su più piani e ci saranno uffici che potranno essere frequentati liberamente e altri che diventeranno di fatto 'off limits'. A meno che non si pensi che, in nome di una sicurezza che di certo non è messa in pericolo dai giornalisti, non si possa imbavagliare o condizionare l'informazione”.

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