Cronaca Libertà / Via P.pe di Paternò

Quindici classi trasferite in via Michelangelo, protesta al Finocchiaro Aprile

I genitori contrari alla decisione presa dalla Città Metropolitana di Palermo che dal plesso centrale di via Principe Paternò ha spostato i ragazzi all'ex Einaudi. "Una ghettizzazione, e la struttura è in cattive condizioni". Ipotesi occupazione

Quindici classi del liceo Finocchiaro Aprile vengono trasferite in un immobile di viale Michelangelo e scoppia la protesta delle famiglie degli studenti. I genitori sono contrari alla decisione presa dalla Città Metropolitana di Palermo (che ha competenza in materia di edilizia per le scuole superiori), perché ritengono i nuovi locali non idonei e sicuri. "Si tratta di una vera e propria 'ghettizzazione', sia per le cattive condizioni della struttura assegnata - mancano ad esempio riscaldamenti e spazi ricreativi - sia per la posizione decentrata. I ragazzi, in questo modo, non potranno nemmeno prendere parte alle iniziative culturali e sociali organizzate in sede centrale oppure ad una normale assemblea". A dirlo è uno dei genitori in rivolta, Teresa Castellini, assistente sociale presso l'Asp di Palermo.

La sede centrale del liceo Finocchiaro Aprile si trova in via Principe di Paternò, dove adesso sono confluiti anche gli studenti di 13 classi che si trovavano nella succursale di via List. Locali quest'ultimi a cui la Città Metropolitana ha rinunciato non prorogando il contratto d'affitto. 
Tutti gli studenti però in centrale non ci stanno e così 15 classi dell'indirizzo economico-sociale dovranno "emigrare" in viale Michelangelo. "Questo edificio prima ospitava l'istituto Einaudi, che a sua volta è stato trasferito in locali più idonei" prosegue Castellini, secondo cui "c'è il rischio che i ragazzi, già stressati dalla loro difficile e conflittuale fase di sviluppo, oltre che dall'ansia delle famiglie e della condizioni ambientali, possano risentire negativamente di questo spostamento, con una ricaduta negativa sulla motivazione allo studio e all'apprendimento. Mi faccio portatrice del malessere avvertito sia in qualità di genitore sia in qualità di assistente sociale, impegnata professionalmente nel trattamento del disagio dei minori".

Stamattina, nel corso di un'assemblea che si è tenuta nella palestra della sede centrale del liceo, il preside Fabrizio Mangione ha sostanzialmente allargato le braccia, spiegando che al momento non c'è una soluzione per evitare il trasferimento degli studenti nel nuovo plesso di viale Michelangelo. Tra i genitori la tensione resta alta, tanto che c'è chi ha prospettato l'ipotesi di occupare mercoledì - giorno in cui si aprirà l'anno scolastico - la sede centrale della scuola in via Principe di Paternò. A riferirlo è sempre Teresa Castellini, che aggiunge: "Non mi sento di avallare un'azione del genere. Tuttavia siamo in presenza di una vera e propria spaccatura: da un lato gli studenti della centrale, dall'altro quelli del nuovo plesso che saranno isolati. Tra le altre cose i ragazzi non potranno uscire dall'edificio nemmeno durante la ricreazione, perché il preside ha imposto il divieto di attraversamento della strada per motivi di sicurezza". Infine una "frecciata" al dirigente scolastico: "Sapeva tutto già a luglio, perché non ha cercato soluzioni alternative e coinvolto sin da subito i genitori?".
 

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