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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Niente donne nella Giunta regionale, fissata l'udienza di merito del ricorso al Tar

Ad annunciarlo è l'Associazione nazionale donne elettrici Palermo: "La democrazia paritaria in Sicilia è ancora lontana e la nomina di un assessore non promuove condizioni di parità ma anzi si palesa illusoria conquista di equilibrio di rappresentanza nelle Istituzioni"

Il ricorso al Tar Sicilia, coordinato da Noi rete donne e da diverse associazioni femminili, contro le nomine degli assessori Scilla e Zambuto nella Giunta regionale guidata da Musumeci ha ottenuto un primo effetto diretto: nell'udienza del 25 febbraio il collegio difensivo che patrocina le associazioni (i legali Antonella Ida Roselli del Foro di Bari, Massimo Clara del Foro di Milano, Eva Desana del Foro di Torino, Antonio Saitta del Foro di Messina, con il contributo scientifico di Marilisa D'Amico dell'Università Statale di Milano) ha ottenuto la fissazione dell’udienza di merito che si terrà i primi di luglio. Ad annunciarlo è l'Associazione nazionale donne elettrici Palermo

"Sarà quella la sede - afferma Ande Palermo - per valutare con pienezza la ricca articolazione di principi posti a base dell'atto e l'evidente violazione delle norme costituzionali e sovrastatali europee, nonché della legge elettorale siciliana, evidenziati quale inadeguatezza dello statu quo dell'attuale Giunta regionale. La democrazia paritaria è in Sicilia ancora lontana e la nomina di una assessora non promuove condizioni di parità ma anzi si palesa illusoria conquista di equilibrio di rappresentanza nelle Istituzioni".

Secondo i promotori del ricorso, la nomina di Daniela Baglieri, nuovo assessore della Giunta Musumeci, sarebbe un effetto indiretto dell'iniziativa giudiziaria, che vede in campo anche Ande Marsala, Arcidonna Onlus, Confcommercio Palermo, Confcommercio Terziario Donna Palermo, Emily Palermo, Le Rose Bianche, e le ricorrenti in proprio Daniela Carlà, Giorgia Butera e Concetta Giallombardo. Un passo necessario ma non sufficiente: "Una donna, seppur qualificata, non basta. Uguaglianza è affermare il valore delle differenze". 

"Questa vicenda, come altre in campo nazionale, dimostra - continua Ande Palermo - che la dirigenza politica del nostro Paese ha abdicato alla funzione di propulsore dei valori civili e costituzionali. Le Associazioni ricorrenti, in attesa della definizione giudiziaria delle nomine assessorili impugnate, continueranno il loro impegno culturale e civile perchè convinte che la democrazia paritaria è fondamentale per una vera qualità nella gestione della cosa pubblica e per un’effettiva crescita sociale ed economica dell'Italia".

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