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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Meno omicidi, ma ogni giorno 67 furti e 3 casi di stalking: la pandemia non ferma il crimine

I dati dalla relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Aumentano i reati contro la libertà sessuale, le frodi comunitarie, l'associazione mafiosa e le estorsioni, in calo invece le morti bianche e l'usura. Sparite le lottizzazioni abusive. Lunghi i processi e crescono i casi di prescrizione: "Applicare il metodo Falcone"

C'è solo un reato che nel distretto giudiziario della Corte d'Appello di Palermo è praticamente sparito: la lottizzazione abusiva, passata da 301 casi ad appena 3 in un anno, dal primo luglio del 2020 al 30 giugno dell'anno scorso. Se è vero che sono diminuiti anche gli omicidi (tentati e consumati, più che dimezzati i primi, ridotti di un quarto i secondi) e le morti bianchi (-46%, da 28 a 15), lo stesso non si può dire per quelli colposi che derivano da incidenti stradali cresciuti di un quarto (da 76 a 95 casi) e soprattutto per i reati contro la libertà sessuale (+21%, da 435 a 528 denunce), per lo stalking (+16%, da 1.051 a 1.219 casi, cioè più di tre al giorno), per la pedofilia e la pedopornografia (+15%, da 66 a 76 denunce), ma anche per quanto riguarda i reati di mafia (da 50 a 79 denunce) e le estorsioni (+4%, da 782 a 814). E' questo per grandi linee il quadro della criminalità nel distretto giudiziario di Palermo (che comprende anche i tribunali di Termini Imerese, Agrigento, Sciacca, Trapani e Marsala), che emerge dalla relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario (la cerimonia si terrà stamattina, sabato 22, al palazzo di giustizia), stilata dal presidente della Corte d'Appello, Matteo Frasca.

Si ammazza meno, ma si perseguita di più

Si ammazza di meno, ma si perseguita di più, è questa la sintesi brutale che si potrebbe ricavare dai dati. Gli omicidi sono infatti diminiuiti del 26%, passando da 50 a 37, di cui 8 ai danni di donne (erano stati 7 nel periodo precedente), quelli tentati sono in calo del 54% (da 69 a 32, è rimasto invariato il numero, 9, in cui la vittima è una donna). Il Codice rosso ha fornito comunque ottimi risultati per proteggere le donne, ma con l'aumento delle pene diverse fattispecie sono ora diventate di competenza del tribunale collegiale (e non più di quello monocratico): il risultato è che, per esempio, la seconda sezione penale del tribunale di Palermo, che si occupa specificamente di questi casi, si sta ingolfando, visto che ha ricevuto nell'ultimo anno ben 79 nuovi processi di questo tipo.

Furti in calo, ma restano quasi 67 al giorno

Tutti i reati contro il patrimonio sono tendenzialmente in calo (effetto lockdown oblige), ma in realtà sono proprio quelli che registrano il maggior numero di denunce: i furti sono calati sì del 12%, ma se ne commettono comunque quasi 67 al giorno (i casi sono passati da 27.867 a 24.450), quelli in abitazione sono diminuiti del 2%, ma restano più di 10 al giorno (sono passati da 3.849 a 3.786), così come le rapine sono state il 16% in meno, ma ne sono state compiute mediamente ben più di 2 al giorno (sono passate dal 1.138 a 950 casi).

Restano alti anche i numeri relativi ai reati legati alla droga, anche se in calo del 17%: sono passati da 3.729 a 3.080, cioè ben più di 8 al giorno. 

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Meno usura, ma più frodi e bancarotte

A dispetto delle previsioni, legate alle difficoltà provocate dall'emergenza sanitaria sulle attività commerciali, un drastico calo lo segna anche l'usura: -67% (da 165 a 54 denunce). Tuttavia non accennano a diminuire le frodi comunitarie (+58%, da 113 casi a 179), il riciclaggio (+24%, da 122 a 151) e neppure le bancarotte fraudolente (+46%, da 135 a 197 procedimenti).

Stabili i reati contro la pubblica amministrazione

Crescono di pochissimo (+1 per cento) i reati contro la pubblica amministrazione: +4% la corruzione (da 81 a 84 casi), +58% la concussione (ma si tratta del passaggio da 12 a 19 denunce), mentre il peculato è in calo (-21%, da 104 a 82 procedimenti). In netto aumento, invece, le malversazioni in danno dello Stato e l'indebita percezione di contributi: +106% (da 51 a 105 casi).
Alti - seppure in calo - restano i reati legati all'inquinamento e ai rifiuti (-8 per cento, da 618 a 567 casi) e quelli relativi a violazioni in materia di edilizia (-3 per cento, da 1.706 a 1.650 procedimenti). 

La relazione, l'omaggio a Calamandrei e il ringraziamento a Mattarella

La relazione del presidente Frasca si apre con una citazione di Piero Calamandrei: "Ciò che plasma il processo, ciò che gli dà la sua fisionomia tipica, non è la legge processuale ma il costume di chi la mette in pratica. Il diritto scritto non è che un contorno esterno entro il quale il rilievo, coi colori e i chiaroscuri, è dato dal costume" e il magistrato non manca di ringraziare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ormai al termine del suo settennato, perché "ha rappresentato, anche per la magistratura, un insostituibile punto di riferimento e una guida autorevole in momenti particolarmente difficili".

Tempi lunghi nel civile

Nel distretto, la durata dei processi, molto spesso per la carenza di organico, continua ad essere lunga, anche se si registrano alcuni piccoli cali e resta il fatto che i giudici italiani siano tra i più produttivi d'Europa. Nel civile, mediamente, in Corte d'appello un processo dura il 3,4% in più rispetto al periodo precedente, cioè da 885 a 915 giorni, in tribunale i tempi si sono invece ridotti del 10,5%, passando da 444 a 398 giorni, così come si registra una riduzione (-19,2%, da 202 a 164 giorni) anche davanti al Giudice di pace. Ma spulciando meglio i dati si scopre che in appello pendono ancora 2 processi risalenti a più di 11 anni fa, 2 del 2012, 3 del 2013, 124 del 2014 e del 2015, nonché oltre 465 avviati ormai 6 anni fa, nel 2016.

...meno nel penale: il modello Falcone

I tempi del penale sono in calo in appello (da 476 a 447 giorni) e al Giudice di pace (da 235 a 210 giorni), mentre in tribunale si registra un aumento, da 455 a 547 giorni. Proprio in tribunale, come si rimarca nella relazione, le difficoltà sono legate soprattutto a carenze di organico e questo potrebbe tradursi "in un periocolosissimo fattore di legittimazione sociale di organizzazioni criminali fortemente radicate nel territorio". Palermo ha peraltro "un forte valore emblematico nel contesto internazionale", dove sono "punti di riferimento nel patrimonio di idee e di innovazione" magistrati come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Cesare Terranova, Antonino Saetta. Serve "un servizio giustizia più funzionale nel dare risposte alle attese quotidiane delle parti e della collettività" seguendo proprio "il modello sviluppato dal pool antimafia di Falcone".

Aumenta la prescrizione nel distretto, ma in Italia va molto peggio

Se i processi durano tanto è più facile che alla fine scatti la prescrizione. E nel distretto si è registrato un aumento del 28% dei casi, passati da 2.190 a 2.809. In appello questo riguarda per lo più i furti (il 10,37% si prescrive), le violazioni al codice della strada (9,51%) e quelle in materia urbanistica (8,04%). Va precisato, però, che il distretto giudiziario di Palermo su questo fronte è tra i più virtuosi in Italia, se si pensa che la maglia nera va a Roma, dove si prescrive quasi un processo su due (il 45,98%), seguita da Reggio Calabria (40,51%) e Venezia (39,04%).

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