Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Emergenza cinghiali, approvata legge per cattura e abbattimento

Dopo anni di polemiche e la morte di un uomo è stata predisposta una norma che prevede delle contromisure qualora ci siano squilibri ecologici tali da costituire un pericolo per l'uomo. Lav: "Assurdo dichiarare stato di emergenza in assenza di azioni preventive"

La Regione approva legge per la cattura o l’abbattimento dei cinghiali “ai fini della tutela della biodiversità nonché per gravi e urgenti ragioni di interesse pubblico”. Dopo anni di polemiche e la morte di Salvatore Rinaudo (77 anni), attaccato da un animale selvatico a Cefalù, l’Ars ha approvato una norma, costituita da un solo articolo per rispondere a quella che, secondo gli amministratori regionali, è diventata una situazione pericolosa. Di diverso avviso la Lav, Lega anti vivisezione, che ritiene “assurdo dichiarare lo stato di emergenza in assenza di azioni preventive con dati così variabili sulla popolazione di ungulati”. 

Nell’articolo 3 della norma si afferma che ”nel caso di abnorme sviluppo di singole specie tale da compromettere gli equilibri ecologici o tale da costituire un pericolo per l'uomo o un danno rilevante per le attività agrosilvopastorali, possono essere predisposti piani di cattura o abbattimento. Nei parchi, nelle riserve e nelle aree della rete Natura 2000, eventuali prelievi faunistici e abbattimenti selettivi sono limitati a quelli necessari per ricomporre squilibri ecologici accertati dal gestore dell'area protetta, avvalendosi di specialisti del settore con comprovato curriculum scientifico ovvero professionale. Tali attività non costituiscono in nessun caso esercizio di attività venatoria”.

Per la Lav la Regione non avrebbe alcuna certezza sull’ammontare effettivo della popolazione di cinghiali. “La presenza dei cinghiali sull’isola non è una novità - spiega Massimo Vitturi, responsabile Lav animali selvatici - essendo consolidata da secoli e comunque all’attenzione delle amministrazioni che oggi chiedono lo sterminio, almeno dal 2009. Affermare poi che quanto accaduto (a Cefalù, ndr) dimostrerebbe che i cinghiali sono troppi, non ha alcun senso perché il recente tragico incidente sarebbe potuto accadere anche se quel cinghiale fosse stato l’unico presente in tutta la Sicilia. Il nostro Paese deve uscire fuori dalle impacciate logiche dell’emergenza e mettere in campo efficaci azioni preventive, attuando un controllo della fertilità di questi animali piuttosto che pianificare una carneficina”.

Vitturi, restando sul tema dello “stato di emergenza”, si chiede come mai non sia stato dichiarato anche dopo le vittime della caccia: “Non possiamo che essere addolorati per la tragedia di Cefalù, ma è necessario anche domandarsi come mai nessuno stato d’emergenza venga invece deliberato per le molte decine di vittime, umane e animali, della caccia che puntualmente si verificano ogni anno: 22 morti e 66 feriti nel corso della passata stagione venatoria, con 1 morto e 3 feriti proprio in Sicilia, 118 vittime (tra morti e feriti) nella stagione 2013/2014 (fonte Associazione vittime della caccia) e bollettini altrettanto nefasti negli anni precedenti. Eppure - conclude - per arginare questa realtà nessun provvedimento d’emergenza è stato mai disposto, forse perché, a differenza dei cinghiali, i cacciatori votano”.

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