"Mia figlia picchia la bambola", così si è scoperta la scuola degli orrori

Il caso delle maestre arrestate a Partinico nato dalla denuncia di un padre. "O ti aggrizzi tu o ti aggrizzu iu", le intercettazioni shock rilevate dalle videocamere. Ma in paese in molti sapevano: "Anche io picchiato tanti anni fa"

La scuola elementare Capitano Polizzi di Partinico - foto Campolo

I bambini, si sa, emulano i più grandi. Così quando i genitori hanno visto la loro figlioletta di appena 6 anni sgridare e colpire la sua bambola preferita, si sono preoccupati e dopo un po' si sono rivolti alla guardia di finanza. Iniziano così le indagini che hanno travolto la scuola elementare di Partinico "Capitano Polizzi", dove oggi sono state arrestate tre maestre, portate fuori dai militari "incappucciate". Il gip Maria Cristian Salva ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Ilaria De Somma, disponendo per le insegnanti i domiciliari. In paese qualcuno sapeva, altri immaginavano e altri ancora dicono di avere subito anni fa lo stesso trattamento. "Anche a me la maestra Irene (nome di fantasia ndr) mi colpiva - spiega un ex alunno oggi diciottenne - e quando dimenticavo o non indossavo il grembiule, me ne faceva indossare uno da femminuccia".

VIDEO: MALTRATTAMENTI SUI BAMBINI

Davanti all'istituto scolastico oggi regna il silenzio. Passa qualche scooter, mamme e papè dall'auto buttano l'occhio con fare sdegnato, ma nessuno ha molta voglia di parlare. Tre insegnanti di catechismo si trovano a pochi passì dalla scuola. Mostrano la loro rabbia, avrebbero voglia di "fargliela pagare", possibilmente utilizzando la stessa violenza. Prima di trincerarsi nel silenzio, una di loro conferma le voci che corrono per tutta Partinico: "Mia cugina pure mi disse che qualcosa non andava, però non pensavo potessero arrivare a tanto". Quando il cancello si chiude dietro le loro spalle fanno capolino tre giovanissimi, che nonostante l'età mostrano una saggezza disarmante che si contrappone a sgridate e pugni: "Io la licenzierei, subito". "Io ci darei l'ergastolo", dice un altro. In tanti a Partinico sapevano ciò che accadeva in quelle aule, dove ormai i bambini entravano sempre più svogliati.

Dopo la denuncia dei primi genitori, arrivata circa sei mesi fa, la guardia di finanza ha avviato le indagini per venire a capo di "una storia orrenda". E' bastato piazzare un paio di cimici per osservare il comportamento delle tre insegnanti, una delle quali chiamata a dare sostegno a un bambino disabile e sulla sedia a rotelle, e attendere. I loro nomi, però, resteranno anonimi per tutelare l'identità e lo sviluppo dei minori coinvolti dalla vicenda. Una volta raccolti elementi a sufficienza è scattato il blitz, che ha lasciato di sasso l'intera comunità. "Fosse per me le spellerei vive in piazza, perchè non le lasciano nelle nostre mani?", dice una mamma. La rabbia la fa da padrona, nessuno ha voglia di perdonare. "Se non vogliono più insegnare, se non hanno più la pazienza per farlo, che se ne vadano", spiega un altro genitore.

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"Ora basta... Ora mi arrabbio... Ti faccio piangere". E' solo una delle espressioni "da brividi" (come dice un'altra mamma mentre mostra la pelle d'oca sul braccio) registrate con audio e video dai finanzieri. Una di loro prende per il cappuccio il bimbo disabile, lo trattiene per il bavero del giubbotto per poi trascinarlo a terra. E poi ancora: "Noo hai strappato il foglio... perché hai strappato la pagina? (si sentono gli schiaffi)... minchiaaa... è terribile... mettiti là..., perché è scema è scema... o ti aggrizzi o ti aggrizzu io". E' un’escalation pressoché continua di urla, rimproveri e schiaffi, sulla quale la guardia di finanza ha messo la parola fine. "E' un bene - spiega il comandante della compagnia di Partinico, Marta Balbo - che i genitori abbiano trovato la forza di denunciare e affidarsi alle istituzioni. Al di là della brutta vicenda è appagante per noi dare risposte concrete ai cittadini".

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