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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

I ritardi burocratici e le colpe della Giunta: così l'emergenza buche è diventata irrisolvibile

Da luglio del 2020 il Comune è senza il servizio di manutenzione stradale: tolto alla Rap, non è stato ancora affidato ai privati. L'assessore Prestigiacomo chiama in causa il Consiglio e incrocia le dita: "Il Piano delle opere pubbliche è rimasto fermo per 8 mesi. Il maltempo non ci ha aiutato, spero che non succeda nulla di grave"

C'è una città devastata dalle buche e da luglio dello scorso anno - quando la manutenzione delle strade, su indicazione della Giunta, è stata tolta con deliberazione del Consiglio dal contratto di Rap - nessuno le ripara e nessuno si occupa dell'ordinario: cioè il rifacimento dell'asfalto che non è più in condizioni idonee per il transito di auto, moto, bici e veicoli di ogni tipo. 

Palermo sprofonda fra le buche

Il Comune, che dovrebbe affidare il servizio ai privati con un Accordo di programma quadro da 44 milioni, è in ritardo. In fortissimo ritardo, fuori tempo massimo. E le piogge che nelle ultime settimane si sono abbattute incessamentemente sulla città hanno elevato all'ennesima potenza quella che era già da tempo un'emergenza, facendola diventare per vari motivi irrisolvibile. 

Maria Prestigiacomo, assessore della Giunta Orlando competente per materia, incrocia le dita: "Il maltempo non ci ha aiutato, spero che non succeda nulla di grave" dice a PalermoToday, indicando due azioni nell'immediato per correre ai ripari. "Abbiamo mandato alla Rap una lista di priorità per effetture il pronto intervento in quelle che sono le situazioni di maggiore criticità. Non escludiamo di ricorrere ad alcune ditte private per riparazioni di somma urgenza nelle more che parta l'Accordo di programma quadro. Intanto la Rap farà quel che può".

Detta così, insomma, non c'è neanche uno spiraglio per rimuovere tutte quelle buche che oggi sono vere e proprie voragini disseminate in ogni angolo della città: dalle periferie alle zone centrali. Anche perché il Comune è senza bilancio di previsione. Il che pone un interrogativo: perché il Comune non si è mosso per tempo per evitare che il servizio di manutenzione stradale non rimanesse scoperto? L'assessore Prestigiacomo rispolvera il tema del Piano triennale delle opere pubbliche 2020-2022, solo recentemente approvato dal Consiglio: "L'Accordo di programma quadro - risponde - è stato fermo per otto mesi, perché Sala delle Lapidi non approvava il Piano. Tutto quanto di nostra competenza lo abbiamo fatto e non mi risulta che l'Urega abbia restituito l'Apq al Comune per un problema tecnico. Non è vero, non c'è nessun intoppo". 

La riposta dell'assessore però non convince, innanzitutto per la tempistica. Andando a ritroso nelle deliberazioni della Giunta, che ha prorogato per ben due volte il contratto di servizio della Rap prima del passaggio in Consiglio nel luglio 2020 (quando è stata tolta la manutenzione stradale all'ex municipalizzata), emerge che si era dato mandato agli uffici di predisporre gli atti per l'affidamento ai privati. Evidetemente però la burocrazia si è mossa con lentezza, sicuramente in ritardo. La prima proroga di sei mesi infatti risale a giugno del 2019. La seconda, per ulteriori sei mesi, è stata disposa a dicembre 2019.

Cosa hanno fatto gli uffici in questo lasso di tempo? Perché l'amministrazione Orlando non è arrivata all'appuntamento con il nuovo contratto di servizio della Rap - approvato dal Consiglio comunale, lo ricordiamo, l'8 luglio 2020 - con la sicurezza che qualcuno contestualmente potesse subentrare nella gestione di questo servizio? "La burocrazia ha impiegato il tempo necessario per i bandi", risponde laconicamente Prestigiacomo. Poi ammette che "gli uffici si sono mossi dopo la deliberazione del Consiglio" e che "l'Apq era pronto a gennaio di quest'anno". Già in ritardo quindi, perché la manutenzione stradale era già scoperta.

Ma c'è di più. "Abbiamo scontato i ritardi dovuti all'approvazione del bilancio di previsione 2020 - aggiunge l'assessore - avvenuta alla fine dell'anno scorso. Dopodiché l'Urega ci ha detto che i servizi ai privati non si potevano appaltare se prima non venivano calati nel Piano triennale delle opere pubbliche".

Senza entrare nel merito di queste ultime spiegazioni fornite, che proveremo a verificare, dello scaricabarile ai cittadini interessa poco. Incluso lo scambio di accuse Giunta-Consiglio sul Piano triennale delle opere pubbliche, da poco archiviato. Ed è innegabile che, oltre ai ritardi della burocrazia, ci siano responsabilità politiche da parte di una Giunta che non è riuscita a garantire un servizio fondamentale come la manutenzione stradale. Così siamo arrivati ad una Palermo "ferita" da una miriade di buche - dove automobilisti, motociclisti ecc... rischiano seriamente di farsi male - mentre al Comune non ha una soluzione per ripararle tutte. Almeno per il momento.       

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