rotate-mobile
Domenica, 23 Gennaio 2022
Andrea Perniciaro

Opinioni

Andrea Perniciaro

Direttore Responsabile PalermoToday

Palermo sprofonda tra le buche. E nessuno fa nulla

Palermo sta cadendo a pezzi. E non è un modo di dire. Ma la cosa più grave è che nessuno fa nulla. Fra una cittadinanza onoraria e una tessera preziosa del Mosaico magari qualcuno si aspetta che chi amministra questa città faccia qualcosa per questa città. E invece niente. Si assiste inermi all'evolversi degli eventi. Da settimane le strade si stanno sgretolando, ma pare che la cosa non interessi. Decine e decine sono le segnalazioni che sono arrivate (e continuano ad arrivare) a PalermoToday sulle buche, in alcuni casi vere e proprie voragini, che si sono aperte nelle strade. Via Messina Marine, viale Venere, piazza Wojtyla, via Crispi, viale Michelangelo e potremmo continuare per altre dieci righe. Forse è più facile elencare dove l'asfalto non presenta problemi. 

Ad oggi è andata bene. I danni sono stati "solo" alle auto: copertoni squarciati, paraurti spaccati e semiassi piegati. A Partanna - come raccontiamo in un articolo di Riccardo Campolo - gli automobilisti più "sfortunati". Ma non si può sempre fare affidamento sulla buona sorte. Se al posto di una macchina fosse una moto o uno scooter a finire dentro una di queste buche qualcuno si potrebbe far male seriamente. Così come sabato pomeriggio è stato un miracolo che dentro a quell'auto fracassata da una palma caduta in piazza della Vittoria non ci fosse nessuno. 

E ci auguriamo che a nessuno, a Palazzo delle Aquile, venga in mente di dare la colpa alla pioggia. Perché questa situazione è figlia di una mancanza di capacità di gestione della città alla quale si assiste da tempo. Una Palermo così allo sbando non si vedeva da anni. Gli alberi in alcune zone non vengono potati da anni, il sottopasso di via Crispi direzione porto è percorribile a una sola corsia da tanto tempo, i lavori sul canale Mortillaro in viale Regione - iniziati a novembre 2020 - dovevano durare solo due mesi e invece sono ancora in corso, il ponte Corleone è vietato ai mezzi pesanti che sono costretti ad attraversare la città. Ah, ai Rotoli restano sempre centinaia le bare accatastate in deposito. 

Ma a Palermo, si sa, si preferisce mettere la polvere sotto il tappeto. E così, tra un assessore al Traffico che parla di "mobilità dolce" e un sindaco che esalta l'accoglienza e il respiro internazionale della città (che nel frattempo è scivolata al 95° posto nella classifica della qualità della vita), qualcuno si è scordato che le strade hanno bisogno di cura. Soprattutto se ci si sposta in monopattino o in bicicletta. A luglio del 2020 il Comune ha tolto il servizio di manutenzione dal contratto della Rap, che quindi effettua solo monitoraggio e pronto intervento per le emergenze. Il paradosso è che a Palermo le buche si transennano o si rappezzano, ma non si riparano. 

E sarà così fino a quando il compito non verrà affidato ai privati. C'è già un progetto di massima e un bando pronto, del quale PalermoToday aveva scritto lo scorso 8 settembre. Ma i tempi sono lunghi. E fino ad allora? Qual è il piano? Esistono dei fondi d'emergenza per fronteggiare la situazione? Si può chiamare in causa l'esercito? Oppure automobilisti e motociclisti (pensiamo per esempio ai tanti rider che si muovono in città) saranno costretti a spostarsi tra le strade di Palermo come in un campo minato? La speranza è chi ci amministra (ri)cominci a fare qualcosa per questa città.

Si parla di
Sullo stesso argomento

Palermo sprofonda tra le buche. E nessuno fa nulla

PalermoToday è in caricamento