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Nuovo codice appalti, Cgil e Uil in piazza: "Si rischia di favorire la criminalità, da Salvini solo tracotanza"

In circa 2.500 sono arrivati con i pullman da tutta la Sicilia riempiendo le strade dello Zen 2, a Palermo, una delle cinque città scelte per la mobilitazione nazionale contro le novità in vigore da luglio e la normativa sul Superbonus. Mannino (Cgil Sicilia): "Arretramenti sul fronte della legalità, dei diritti e della qualità delle opere"

"L’allarme di Fillea Cgil e Feneal Uil per il nuovo Codice degli appalti è concreto e fondato, così come le preoccupazioni del presidente dell’Anac. Non tenerne conto è da irresponsabili, attaccare chi si oppone come fa Salvini è solo vuota tracotanza e un volere dare al Paese un segnale negativo con un provvedimento che produrrà arretramenti sul fronte della legalità, dei diritti dei lavoratori, della qualità delle opere". A dichiararlo è il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, che ha partecipato oggi alla manifestazione degli edili che ha riempito le strade dello Zen 2, a Palermo, una delle cinque città in cui è arrivata la mobilitazione nazionale per lanciare l'allarme sulle norme che cambiano il mercato dell'edilizia.

In oltre 2.500 sono arrivati da tutta la Sicilia per manifestare e chiedere la modifica del Codice degli appalti, che entrerà in vigore a luglio, e della normativa sul Superbonus che non favorisce le fasce della popolazione meno abbienti. "Si rischia di consegnare all’illegalità e alle mafie - dice Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia - l’intera filiera delle costruzioni a partire dalle forniture e dai servizi. Di condannare molte aree del Paese a vedere fiorire corruzione e malaffare. Ne pagherebbero le conseguenze i lavoratori, la prima a saltare sarebbe la sicurezza, già precaria nel settore e nella nostra regione. Ne pagherebbero le conseguenze tutti i cittadini".

Feneral Uil manifestazione edili Zen

"Lo snellimento delle procedure è un obiettivo importante, ma solo la trasparenza del percorso - aggiungono Mannino e Pistorio - può garantire opere di qualità, dignità del lavoro, legalità, obiettivi fondamentali per la crescita civile, sociale, per lo sviluppo del Paese. Noi riteniamo che il contesto in cui i fatti avvengono vada tenuto in considerazione e che certe pratiche perniciose ma piuttosto radicate come la corruzione, il favoritismo, il voto di scambio, le infiltrazioni mafiose vadano scongiurate, altrimenti non si va da nessuna parte".

Dal segretario della Cgil Sicilia una considerazione anche sulle dichiarazioni recenti del ministro delle Infrastrutture. "Dire che la velocità può sfavorire l’incontro tra corrotto e corruttore è esilarante, quasi da gag. Affidare il 98% delle opere senza passare dalle gare è un atto irresponsabile che farà fiorire le malversazioni lungo tutta la filiera, lederà diritti fondamentali - conclude - a partire da quello alla sicurezza. Farà tornare il nostro Paese indietro".

Giaconia e Di Gangi: "Felici abbiano scelto lo Zen"

"Siamo felici - dichiarano i consiglieri Massimo Giaconia e Mariangela Di Gangi - che i sindacati abbiamo scelto Palermo per ospitare una delle 5 piazze nazionali della manifestazione ‘Fai la cosa buona’ e siamo particolarmente contenti che sia stato scelto il quartiere Zen, simbolo delle conseguenze delle disuguaglianze e al contempo casa di tanti processi collettivi che spiegano quanto sia importante la partecipazione dei territori e il loro protagonismo. L’attenzione per ì quartieri e fatta di tutele e diritti fruibili, opportunità e presenza delle istituzioni costanti".

Al centro della mobilitazione, si legge in una nota dei due consiglieri comunali, le "richieste di modifica al decreto 11/2023 che esclude di fatto tutti i redditi bassi e gli incapienti dall’accesso ai vari incentivi per l’efficienza energetica, la messa in sicurezza degli edifici e l’abbattimento delle barriere architettoniche, mettendo a rischio oltre 100 mila posti di lavoro nel settore oltre che una seria politica per la rigenerazione e la sostenibilità ambientale, soprattutto in periferie e aree interne. La mobilitazione - concludono - riguarda la contrarietà del sindacato alla norma, proposta dal Governo nel decreto attuativo del nuovo Codice degli appalti, di introdurre negli appalti pubblici la liberalizzazione dei livelli di subappalto".

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