Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Zisa

"Non dire niente alla polizia": minaccia di uccidere la moglie, arrestato alla Zisa

Maltrattamenti e lesioni aggravate: con questa accusa la polizia ha portato in carcere un uomo di origine giordana, di 63 anni

Maltrattamenti e lesioni aggravate verso la moglie. Con questa accusa la polizia ha arrestato un cittadino di origine giordana, di 63 anni, nella zona della Zisa. Tutto è partito lo scorso marzo, quando una donna – "dopo quasi un decennio di soprusi e violenze fisiche, che le avevano anche provocato la frattura di una costola a causa di uno spintone che l’aveva fatta cadere bruscamente su un armadio", spiegano dalla polizia – aveva deciso di denunciare al commissariato Zisa-Borgonuovo il marito che, per questo motivo, era stato allontanato d’urgenza da casa.

Le indagini avviate dai poliziotti a seguito della denuncia della donna avevano portato al rinvio a giudizio dell’indagato, deciso ad avvalersi del giudizio immediato, che si sarebbe aperto tra pochi giorni. "La vittima, però, con un figlio minore in casa, martedì scorso si era recata in lacrime al commissariato - dicono dalla questura - raccontando che di fatto il marito, non solo non si era mai allontanato, ma l’aveva costretta a tenerlo in casa, mettendo in atto tutta una serie di escamotage per sottrarsi ad eventuali controlli della polizia".

L’uomo aveva infatti installato un sistema di videosorveglianza collegato al suo smartphone e reciso due grate da una finestra collocata nella parte bassa di una stanza di casa che si affaccia su una stradina secondaria, così da potersi dare alla fuga in caso di intervento da parte della polizia. Nel frattempo aveva continuato a vessare la moglie, e minacciarla di morte, costringendola perfino a imparare a memoria la versione – ovviamente a suo favore - da fornire in giudizio, che le era stata appositamente trascritta su un foglio.

Dopo aver raccolto la denuncia della donna per i nuovi fatti ed aver appreso che il 63enne si trovava in casa, i poliziotti lo hanno indagato per la violazione dei divieto di avvicinamento cui era, in atto, sottoposto. L'uomo è stato allontanato da casa. Inoltre i poliziotti hanno predisposto dei servizi mirati, a tutele della vittima, consistenti in un’assidua vigilanza per scongiurare un ritorno del 63enne considerato che la donna aveva assolutamente rifiutato di essere inserita in una struttura protetta o farsi ospitare da qualche parente o amico.

"La notte successiva - concludono dalla polizia - nell’attesa di un aggravamento della misura cautelare immediatamente richiesta, l’attività di vigilanza si è rivelata provvidenziale, perché l’uomo si è recato ancora una volta nell’abitazione di famiglia e, mentre era intento a scavalcare la recinzione, è stato messo in fuga dagli agenti. Nel frattempo, nel pomeriggio successivo essendo arrivato il provvedimento richiesto di aggravamento della misura da parte del gip, il giordano è stato rintracciato, arrestato e portato in carcere".
 

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