rotate-mobile
Mafia Brancaccio

Mafia, pizzo, droga e slot a Brancaccio: in appello arrivano 10 condanne e 7 assoluzioni

La sentenza è stata emessa in relazione al processo in abbreviato nato dall'inchiesta "Maredolce 2" di luglio 2019. A uno dei capi del clan, Luigi Scimò, la pena è stata aumentata dai giudici

Sette assoluzioni e dieci condanne, con sconti per quattro imputati, ma anche l'aumento della pena per uno dei capi del clan di Brancaccio, Luigi Scimò. Questo stabilisce la sentenza emessa dalla prima sezione della Corte d'Appello in relazione al processo in abbreviato, nato dall'inchiesta "Maredolce 2" del 2 luglio del 2019, con cui erano emersi tutti gli interessi economici dei boss, dalla droga al pizzo, dalle slot alle scommesse, passando persino per le case di riposo.

Il collegio presieduto da Adriana Piras (e composto anche dai giudici Mario Conte e Marcella Ferrara) ha dunque rivisto il verdetto emesso il 28 settembre del 2020 dal gup Michele Guarnotta. In primo luogo scagionando del tutto Pietro Mendola (che era stato condannato invece a 3 anni e 4 mesi), Salvatore Li Muli (2 anni) e Rosalia Quartararo (1 anno e 4 mesi), accusati di intestazione fittizia e difesi dagli avvocati Raffaele Bonsignore ed Antonio Gargano. Assolti totalmente anche Pietro e Paolo Rovetto, padre e figlio, che erano stati condannati rispettivamente a 3 anni e 4 mesi e a 2 anni e 4 mesi, difesi dall'avvocato Riccardo Bellotta. Scagionata anche Caterina Feliciotti (aveva avuto 2 anni) e confermata l'assoluzione già disposta in primo grado, ma che la Procura aveva impugnato, per Giovanna Antonella D'Angelo.

I summit nelle case di riposo

I giudici hanno poi deciso di concedere degli sconti di pena ad Aldo Militello che passa da 12 anni e 4 mesi a 11 anni e 8 mesi, a Lorenzo Mineo (da 10 anni e 8 mesi a 8 anni), ad Enrico Urso (da 3 anni a 2 anni con la sospensione condizionale) e a Vincenzo Machì (da 2 anni 2 mesi e 20 giorni a 2 anni).

Destino diverso per Luigi Scimò a cui la pena è stata aumentata a 8 anni 6 mesi e 20 giorni, portandola così complessivamente a 22 anni 10 mesi e 20 giorni (aveva avuto 14 anni e 4 mesi in primo grado). Confermate invece la condanna per l'altro capo, Salvatore Testa (16 anni e 8 mesi), per il genero di Scimò, Pietro Di Marzo (12 anni), Patrizio Militello (11 anni e 4 mesi), Carlo Testa (4 anni e mezzo) e Pietro Luisi (4 anni e 4 mesi).

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mafia, pizzo, droga e slot a Brancaccio: in appello arrivano 10 condanne e 7 assoluzioni

PalermoToday è in caricamento