Bloccata una lettera del boss Giuseppe Graviano, la Cassazione: "Contenuti pericolosi"

Il boss di Brancacaccio aveva fatto ricorso contro la mancata consegna ai suoi parenti. I giudici gli hanno dato torto e lo hanno condannato a pagare 3 mila euro di spese processuali: "Nella missiva frasi rivolte a plurimi soggetti non identificabili, rischi per l'ordine e la sicurezza"

Il boss stragista Giuseppe Graviano

"Frasi rivolte a plurimi soggetti non identificabili" con "riferimenti a molteplici argomenti". E' per questo che una lettera del boss stragista Giuseppe Graviano inviata ai suoi parenti dal carcere di Perugia - dov'è sepolto al 41 bis - era stata trattenuta e mai consegnata. Una decisione contro la quale il mafioso aveva deciso di presentare ricorso in Cassazione, ritenendo illegittimo il provvedimento disposto del tribunale di Sorveglianza di Spoleto. Ma la Suprema Corte gli ha dato torto perché ha ritenuto "pericolosa per l'ordine e la sicurezza" la "missiva spedita dal condannato ai propri famigliari". Graviano è stato condannato a pagare 3 mila euro di spese processuali.

Non è la prima volta che il boss di Brancaccio incappa in episodi simili: appena a febbraio scorso era successa infatti la stessa cosa e Cassazione aveva anche in quel caso respinto il ricorso del boss, condividendo con il tribunale di Sorveglianza di Perugia che "la missiva conteneva un testo criptico", con "numeri e formule" e quindi "potenzialmente indicativi di significati potenzialmente nascosti".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La lettera al centro dell'ultimo procedimento risale invece a marzo dell'anno scorso ed era stata bloccata dal carcere "in considerazione delle frasi rivolte a plurimi soggetti non identificabili" e perché "infarcita di riferimenti a molteplici argomenti, la gran parte non conferente con il tenore della missiva" e per questo "doveva essere ritenuta pericolosa per l'ordine e la sicurezza". La decisione di evitare che la lettera venisse recapitata è stata ora ritenuta legittima anche dalla Cassazione.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La denuncia: "Un positivo è uscito dalla Missione di Biagio Conte e ha attraversato tutta Palermo"

  • Virus, verso una nuova ordinanza: mascherine obbligatorie all'aperto e stretta sulla movida

  • Pizzaiolo positivo al Coronavirus, chiuso lo storico panificio Graziano

  • Corso Calatafimi, si sente male mentre passeggia in strada: morto un uomo

  • "Gestiva il pizzo a Ballarò", arrestato dopo due mesi di latitanza Alfredo Geraci

  • Abbattuto il pilastro del cancello di Villa Igiea: assessore chiama i carabinieri

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
PalermoToday è in caricamento