La sera da incubo di un istruttore di fitness: "Ho preso pugni in testa per 20 minuti perché sono gay"

Entra nel vivo il processo che vede come imputato un tunisino di 35 anni. La vittima è un palermitano. L'episodio a Cremona nel 2016. "Mi teneva con una mano per il collo e con l’altra mi colpiva in testa e in faccia dicendomi ‘Brutto finocchio di m…’"

Veduta di Cremona

"Ho preso per venti minuti pugni in testa perché sono gay". A parlare è un istruttore di fitness palermitano. Si chiama Domenico Centanni e ha 37 anni. I fatti risalgono al 2016 e si sono verificati a Cremona. Adesso il processo che vede l’aggressore, un tunisino di 35 anni, Adnen Hamraoui, accusato di lesioni, è entrato nel vivo con le prime testimonianze.

Il palermitano era finito in ospedale con naso e mascella fratturati e contusioni alla testa e al torace. Prognosi di 25 giorni. Adesso rivive quella serata da incubo. Il suo racconto è riportato dal giornale CremonaOggi. "Avevo appena finito di tenere un corso - ha detto -. Quando sono uscito dalla sala, mi sono sentito dire: ‘Meglio che te ne vai, perchè altrimenti ti ammazzo qui davanti a tutti’. Di fianco c’era la sala attrezzi dove c’era anche Adnen. Appena sentite quelle parole mi sono girato. Era lui che le aveva pronunciate. Gli ho chiesto perché, ma non ho ricevuto risposta e quindi ho raggiunto gli spogliatoi".

"Quando sono uscito - si legge ancora su CremonaOggi - c’era del trambusto. C’era un gruppo di persone, lui compreso. Io sono entrato in ascensore e lui è entrato con me insieme ad un’altra persona. Anche lì gli ho chiesto spiegazioni, e lui mi ha risposto: ‘Non ti preoccupare che adesso te lo spiego’. Usciti dall’ascensore, lui mi ha strattonato e io sono corso fuori verso corso Mazzini. Da lì ho preso tante, ma tante di quelle botte. Me lo sono trovato davanti. Lui mi ha dato una testata in fronte che mi ha stordito. Nel frattempo un ragazzo ha cercato di dividerci, Adnen mi teneva con una mano per il collo e con l’altra mi colpiva in testa e in faccia. ‘Brutto finocchio di m…’, adesso ti faccio vedere cosa fanno quelli del mio paese a quelli come te”. “Il tutto”, ha continuato a raccontare Domenico, “è durato una ventina di minuti (....). “‘Ti conviene scomparire da Cremona’”, mi ha detto, e poi è arrivata la polizia”.

Il palermitano, che lavorava in un supermercato cremonese, ha poi iniziato a soffrire anche di attacchi di panico e dopo quei fatti è stato costretto a cambiare città. Si tornerà in aula il prossimo 15 luglio. L'imputato, sposato con tre figli, ha sostenuto di essere stato provocato.

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