Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Montegrappa-Santa Maria di Gesù / Via della Capinera

Immigrazione tra accoglienza ed emergenza, la Caritas: "Fondi troppo limitati"

Nelle ultime ore la città - con forze dell'ordine e volontari - ha accolto la nave di Medici Senza Frontiere con a bordo 529 migranti sopravvissuti a una traversata di giorni e giorni. Dal direttore della Caritas un grido d'allarme per la mancanza di risorse

L'arrivo della nave di Msf al porto di Palermo - Foto Igor Petyx

"Il sistema dell'accoglienza dei migranti al porto di Palermo, che si fonda prevalentemente sul volontariato, non andrà avanti per molto. Solo per acquistare le scarpe ci vogliono 10 mila euro a sbarco e la Caritas non ha risorse illimitate. I volontari crescono. Gli aiuti del Comune e del Governo no. Anzi, sono niente".  A parlare è padre Sergio Mattaliano, direttore della Caritas di Palermo.

Solo ieri la città - con forze dell'ordine e volontari - ha accolto la nave di Medici Senza Frontiere con a bordo 529 migranti. Donne, uomini, bambini, protagonisti dell'ennesima traversata in cerca di una vita migliore. Ma dalla nave di Msf sono scese anche cinque bare, perchè non tutti i migranti riescono a sopravvivere a viaggi fatti spesso in condizioni disumane.

"Quello che riusciamo a fare - prosegue Mattaliano - è solo frutto della provvidenza. Abbiamo bisogno di tempo per organizzarci e in passato eravamo tra i primi a essere avvertiti degli sbarchi, ma non più. Bisogna trovare risorse e mettere in campo tutto quello che serve. Negli ultimi sbarchi ho ricevuto notizie 24 ore prima. Fino a che ce la faremo, bene. Ma non sarà sempre così i soldi per il trasporto dei migranti vengono garantiti dal ministero dell'Interno, circa novemila euro a pullman. Oggi ne serviranno almeno dieci. Fate voi i conti. Il resto dipende dall'opera della Caritas, che ha fondi molto limitati".

Ad aiutare i migarnti anche Giorgia Butera, sociologa e presidente dell’associazione Mete, che si occupa della tutela dei diritti delle donne e dei bambini immigrati, con particolare attenzione ai casi di violenza di genere. “Ho deciso di dare il mio
contributo, gratuitamente e volontariamente .-dice - come professionista impegnata sul sociale. Sono una sociologa e seguo il fenomeno migratorio a livello internazionale. Non appena ascoltato l’appello di padre Sergio Mattaliano per nuovi volontari, ho deciso che avrei dovuto assistere e dare il mio contributo da professionista già al momento dell’arrivo dei profughi nel nostro Paese. Sono da sempre predisposta al volontariato e quale migliore occasione per farlo se non tendendo la mano a chi giunge, disperato, in un terra straniera senza sapere nemmeno  avere certezza di quale sarà il suo futuro”.

"La Caritas sta rispondendo come sempre – aggiunge Anna Cullotta della Caritas – anche in  condizioni drammatiche e difficili come quelle di oggi in cui ci sono delle salme. Continua il nostro impegno a favore di questi migranti con tristezza e amarezza. La tristezza sicuramente è legata all’emozione nel vedere gente che soffre e che ha visto morire i propri familiari. L’amarezza è data proprio dalla constatazione che ancora l’Europa non riesce a dare risposte diverse e concrete per evitare queste morti”.

Da giugno la Caritas di Palermo ha scelto di attivarsi nell’accoglienza, soltanto nello spirito di massima gratuità insieme a tutti i suoi volontari. Al porto, continueranno a essere distribuiti e donati  scarpe, acqua, panini, vestiti e anche la permanenza temporanea  nei centri di accoglienza sarà fornita nella piena gratuità, cioè senza alcun rimborso spese da parte della prefettura, come invece era avvenuto precedentemente. L'appello alla cittadinanza pertanto è quello di "contribuire all'assistenza dei migranti, in vario modo e secondo le proprie possibilità. Chi fosse interessato a diventare volontario o a donare qualcosa può rivolgersi alla parrocchia Santo Curato d’Ars di via della Capinera 13, nel quartiere Falsomiele"

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