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Guerra in Ucraina, palermitani a Kiev: "Io bloccata con mia figlia di 8 anni disabile, abbiamo paura"

Il racconto della mamma a PalermoToday: "Sono venuta qui per riportare indietro la mia primogenita, ma hanno chiuso lo spazio aereo e non possiamo tornare in Sicilia. La piccola è in carrozzina e non può camminare". Un docente di Isola delle Femmine che vive lì dal 2015 in un video mostra le file davanti ai supermercati

Otto anni, disabile costretta in carrozzina e rimasta bloccata in Ucraina. Una storia di guerra che vede protagonista una piccola palermitana, che si trova proprio a Kiev nella notte in cui la Russia ha deciso di sferrare l'attacco militare. La bambina si trova con la mamma, andata in Ucraina per raggiungere sua figlia maggiore (23 anni) e portarla in Sicilia prima che scoppiasse il conflitto. Ma non ce l'ha fatta. 

"Stamattina in città - racconta a PalermoToday tramite whatsapp Elena Pastux - i russi hanno bombardato la zona vicino all'aeroporto. Sentiamo continuamente le sirene d'allarme suonare e abbiamo paura". Al momento la situazione in città è abbastanza tranquilla: i supermercati sono aperti e il cibo c'è, ma l'acqua comincia a scarseggiare. "Siamo andati a comprare qualcosa da mangiare, c'è folla ovunque. Negozi e farmacie sono prese d'assalto. Ci sono macchine in coda per mettere benzina. E per strada si vede tanta gente con le valigie che cerca di scappare".

code benzina kiev-3

Anche Elena e le sue figlie, Elisa e Litiia, vorrebbero lasciare la città ma l'aeroporto è chiuso e i treni non partono. Avevano un biglietto aereo per Roma il 3 marzo ma stamattina tutto è cambiato. "Le valigie sono pronte - continua - e stiamo cercando il modo di raggiungere la frontiera con l'Ungheria da dove poi possiamo prendere un aereo per arrivare in Italia, ma al momento non sappiamo come fare. Abbiamo contattato l'ambasciata italiana a Kiev ma ci hanno detto che non possono aiutarci consigliandoci di restare a casa". 

Mentre racconta le ultime concitate ore la guerra va avanti e continuano a piovere bombe. "Ho sentito - scrive - un'esplosione. Io mi trovo in un appartamento all'ottavo piano e mia figlia piccola è nel passeggino, è disabile e non cammina. Se la situazione dovesse precipitare dobbiamo scappare e raggiungere il rifugio antiaereo, in città ce ne sono diversi". Nel frattempo il marito napoletano di Elena sta cercando di aiutarla dall'Italia. "Sta provando a chiamare l'ambasciata italiana a Roma per capire cosa dobbiamo fare".

A Kiev, invece, Valerio Vermiglio, 40 anni, originario di Isola delle Femmine, ci vive dal 2015. Vermiglio, che insegna italiano all'Università e in una scuola internazionale, ha sposato Irina, un'ucraina. La famiglia è completata da tre bambini. "Stamattina alle 5.45 - è la testimonianza del docente che ci ha inviato un video - abbiamo sentito un'esplosione, arrivavano notizie confuse su cosa stava succedendo. Poi abbiamo saputo che sono entrati i russi".

valerio vermiglio kiev arco-2

Vermiglio (nella foto vicino all'Arco dell'amicizia dei popoli di Kiev), mentre è in fila a un distributore di benzina, racconta:  "La gente è andata nel panico, c'è stato l'assalto ai supermercati, ai distributori di benzina e ai bancomat. Per fortuna ancora sono attive le forniture di acqua e di elettricità, anche il trasporto pubblico al momento funziona. Io - prosegue - ho scorte di cibo e acqua, però non ho contanti, spero non blocchino i terminali. Il governo ha invitato la gente a stare a casa e ha chiesto donazioni di sangue. Ovviamente c'è ansia e paura, c'è chi sta provando a scappare ma - conclude Vermiglio - non si sa dove visto che lo spazio aereo è chiuso".

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