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Cronaca

"Fatture false per oltre 5 milioni di euro": maxi sequestro per una società di trasporti

Le indagini degli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo inchiodano un'azienda che opera nella provincia

Avrebbe utilizzato fatture false per oltre 5 milioni di euro. Per questo motivo i finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale del capoluogo, su richiesta della Procura della Repubblica, per un valore complessivo di oltre un milione di euro, nei confronti di una nota società operante nel settore dei trasporti con sede nella provincia di Palermo. Le indagini degli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo scaturiscono dalle risultanze di una verifica fiscale eseguita negli anni 2015 e 2016.

In considerazione dell’ingente evasione ricostruita, sono stati segnalati i due amministratori pro-tempore della Randazzo srl per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Si tratta di Giovanni Randazzo, 83 anni, e di Salvatore Randazzo, di 49, entrambi carinesi.

"Nell’ambito dell’ispezione fiscale, in particolare - spiegano dalla finanza - sono stati approfonditi i rapporti intercorsi con una cooperativa alla quale erano stati esternalizzati, in regime di monocommittenza, i servizi di ritiro, trasporto e consegna pacchi per conto terzi. Sulla scorta degli elementi indiziari acquisiti allo stato delle indagini, è emerso che con la cooperativa sarebbero stati stipulati contratti di appalto simulati per giustificare le prestazioni fornite da lavoratori che di fatto erano veri e propri dipendenti della società di trasporti. Infatti, l’unico rischio d’impresa assunto dalla cooperativa è stato quello inerente al governo “formale” del rapporto di lavoro dipendente (costituito essenzialmente dall’emissione delle buste paga) poiché, di fatto, la gestione “effettiva” del personale, della logistica e dei mezzi tecnici era tutta demandata all’impresa di trasporti".

La finalità del meccanismo fraudolento era quella di abbattere illecitamente il reddito imponibile della società di trasporti, attraverso la contabilizzazione da parte di quest’ultima di costi fittizi e l’indebita detrazione dell’Iva, concentrando sulla cooperativa tutti gli obblighi contributivi, previdenziali e assistenziali gravanti sul datore di lavoro.

La replica della Randazzo srl

"La società Randazzo srl - si legge in una nota diffusa dall'azienda - consapevole della legalità del proprio operato lungo il corso della sua trentennale attività, è certa che potrà chiarire all'autorità giudiziaria la vicenda che la vede ingiustamente coinvolta. La società confida nell'operato delle istituzioni e ha già provveduto ad avviare un canale di comunicazione con gli Inquirenti per sgomberare ogni dubbio di illiceità dei fatti contestati, continuando ad operare sul mercato fiera della propria reputazione".

Articolo aggiornato alle 16.35 del 10 febbraio 2022 // inserita nota diffusa dalla società

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